PRODUZIONI DISPONIBILI
ATTUALMENTE IN TOUR

| Francesco. Cantico per creature |
| uno spettacolo di Andrea Adriatico (2026) |
Interpretato da Eva Robin’s, lo spettacolo non racconta una biografia e non mette in scena una figura religiosa. Non un canto sulle creature, ma un canto rivolto alle creature di oggi. Agli esseri umani e ai paesaggi feriti. A chi cerca una casa, una comunità, un riconoscimento. A chi vive la guerra, il cambiamento, la differenza, la vulnerabilità come esperienza quotidiana. Come possiamo vivere insieme in un mondo fragile?

| Io in modalità shuffle |
| di e con Patrizia Bernardi (2026) |
Un monologo teatrale dove la protagonista attraversa la propria vita come una playlist, con ironia, ritmo e visione. Un teatro di parola contaminato dalla stand-up comedy: diretto, intimo, surreale. La comicità non serve per distrarre, ma per sopravvivere. Un omaggio alla disarmonia della vita. Un invito a restare vivi, anche quando il tempo, il corpo o l’algoritmo sembrano aver cambiato canzone.

| Non è niente |
| di e con Niccolò Collivignarelli (2026) |
Viaggio teatrale dentro le crepe della maschilità tossica, tra quei gesti, frasi e silenzi che costruiscono un’idea di virilità che non lascia spazio alla vulnerabilità. “Non è niente”: così ci hanno insegnato a dire, perché un uomo deve reggere, deve mostrare forza, deve essere “duro”. Attraverso parole, musica e movimento, lo spettacolo scava nella contraddizione di un maschile che si finge invincibile per paura di essere umano.

| Quelli che si allontanano da Omelas |
| di Ursula K. Le Guin, regia Davide Sacco / ErosAntEros (2025) |
In una scena rarefatta e misteriosa, Eva Robin’s, in costante relazione con la musica darkwave de La Mano Sinistra, racconta una storia che non può lasciare indifferenti, mentre crude immagini di realtà affiorano nell’aria, violente quanto eteree, per connettere le parole di questo potente racconto di Ursula K. Le Guin con il quotidiano dei nostri giorni e le sue macroscopiche ingiustizie planetarie oramai divenute abitudine.

| Sette bambine ebree. Un’opera per Gaza |
| di Caryl Churchill, regia Andrea Adriatico (2025) |
Sette dialoghetti tra persone ebree adulte, intente a istruire altrettante bambine sul corso della Storia, dalle persecuzioni naziste alla creazione dello Stato di Israele fino ai bombardamenti sulla Palestina. Un testo poetico e spiazzante, che mette al centro l’infanzia come capro espiatorio, testimone innocente o pretesto per le decisioni dei grandi, e ci interroga sulle responsabilità storiche e politiche dell’occupazione e dell’annientamento del popolo palestinese.

| Il piacere – I |
| di Gabriele D’Annunzio, regia di Andrea Adriatico (2025) |
Aveva solo 26 anni Gabriele D’Annunzio quando pubblicò il suo primo romanzo, Il piacere, un classico del decadentismo. Adriatico rilegge quest’opera con un progetto che si svilupperà in diversi spettacoli, ciascuno dedicato a un capitolo del libro: una sfida alla sua trasposizione e reinvenzione scenica. Nel primo capitolo, il racconto dell’attesa del protagonista Andrea Sperelli per il ritorno dell’amata Elena Muti nella casa piena di memorie e oggetti ricercati.

| Il frigo |
| di Copi, regia di Andrea Adriatico (2025) |
Ritorna a vent’anni di distanza quello che è ormai un classico del teatro italiano: “Il frigo” di Copi, con Eva Robin’s in una sorprendente prova d’attrice che l’ha già vista applaudita in numerosi teatri italiani. Un monologo che sembra scritto appositamente per lei dal celebre disegnatore e drammaturgo Copi, e che ci porta con il sorriso a confrontarci con una storia di solitudine.

| Salvami mostro |
| di e con Lorenzo Balducci (2025) |
Viaggio comico, grottesco e senza filtri nella mediocrità e ferocia dell’essere umano, che lotta ardentemente per imporre la propria scomoda presenza nel mondo. Riuscendoci, purtroppo. Lo spettacolo è un irriverente one man show che esplora l’universo dei personaggi creati da Lorenzo Balducci, già noti sui social e per la prima volta catapultati in una dimensione teatrale.

| Borgo Rafah |
| con Anas Arqawi (2024) |
La performance nasce come evento legato alle periferie: un ‘ponte’ ideale tra la periferia della città di Bologna (Borgo Panigale) e la ‘periferia’ negletta e martoriata costituita da Gaza e dalla Palestina (la città di Rafah), per offrire una testimonianza della guerra e del genocidio. Un flusso di poesia e di voci dallo scenario di guerra, ricucite in una performance di teatro civile.

| Un teatro come casa |
| spettacolo partecipato (2024) |
Contenitore performativo fluido che rappresenta una delle anime più originali e di confine di Teatri di Vita, volto a creare connessioni tra strutture drammaturgico-spettacolari definite, e modalità partecipative che fanno leva sull’approccio ludico e la presenza attiva degli spettatori, secondo un approccio concettuale di pubblico-famiglia all’interno di un teatro-casa.

| XYZ. Dialoghi leggeri tra inutili generazioni |
| di Andrea Adriatico (2022) |
Metti 12 giovani attori fra generazione Y e generazione Z, metti un’attrice della generazione X a tirare le fila, e metti soprattutto una personalità della politica che accetta di buttarsi senza rete in scena, per condividere dialoghi e racconti sulla vita e la politica. Uno spettacolo differente ogni sera, per investigare il rapporto tra giovani e politica.

| Di donne e di pene |
| di e con Patrizia Bernardi (2022) |
Uno spettacolo un po’ monologo e un po’ stand-up comedy; un po’ confessione intima e un po’ dialogo col pubblico; un po’ serio e un po’ comico, insomma… di donne e di pene, ovvero: viaggio nella mente di una donna “matura” di fronte alla sua menopausa e ai tanti pensieri che si susseguono negli anni compressi tra il lockdown e la guerra. Da donna. Anzi, da donna in menopausa.

| La cicala d’oro |
| di Saverio Peschechera (2022) |
La Cicala d’Oro è una scommessa sul dispositivo teatrale della stand-up comedy. Un contenitore di spettacoli, monologhi e pezzi di stand-up comedy, nato in occasione del primo concorso nazionale che porta lo stesso nome. Un flusso di volti e voci, di storie e di risate, esplorando i meccanismi della comicità, con interpreti che si avvicendano ogni volta.

| evə |
| di Jo Clifford, regia di Andrea Adriatico (2021) |
La storia che tutti conoscono. Forse. La storia di Dio che crea Adamo ed Eva, prima l’uomo e poi, quasi per caso, la donna. Due generi distinti, con destini ben definiti. Perché in questa storia non era previsto chi sarebbe stato nel mezzo o chi avrebbe avuto un po’ di “lui” e un po’ di “lei”. Uno spettacolo sui generi, sul patriarcato, sull’omotransfobia, sul rispetto delle differenze, che è stato anche in tour estero a Berlino e New York.

| Il mio amico Hitler |
| di Yukio Mishima, regia di Andrea Adriatico (2019) |
Adolf Hitler, il delfino Ernst Röhm, il politico Gregor Strasser e l’industriale Gustav Krupp: un poker di potenti nella Germania del 1934, all’alba della feroce dittatura nazista. Una tragedia verbale che sfocerà nella Notte dei lunghi coltelli. E quindi, chi è “il mio amico” Hitler? Perché emana fascino e seduzione? E quali sono le suggestioni che legano gli ultimi scampoli della Repubblica di Weimar con i nostri tempi?
