
Il piacere – I
di Gabriele D’Annunzio
riletto da Andrea Adriatico
e Nicolò Collivignarelli
e Patrizia Bernardi
e Andrea Barberini, Giovanni Santecchia per le scene e i costumi
e Luca Sebastiano Scelfo attendente
e Enea Bucchi per trucco e parrucco
e Anas Arqawi, Giulia Serinelli per la cura
prodotto da Saverio Peschechera
produzione Teatri di Vita
con il contributo di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna, Ministero della Cultura
con il patrocinio della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani e del Centro Nazionale Studi Dannunziani
durata: 60′
nell’ambito della stagione
“NUTRIMENTI DI STAGIONE”
da mercoledì 11 a venerdì 13 febbraio 2026, ore 21
sabato 14 febbraio 2026, ore 20
domenica 15 febbraio 2026, ore 17
Aveva solo 26 anni Gabriele D’Annunzio quando pubblicò il suo primo e celebre romanzo, Il piacere, un classico del decadentismo, ambientato nella cornice della Roma rinascimentale e barocca, che racconta la passione del giovane raffinato e sensuale Andrea Sperelli per una donna, Elena Muti, che non può più amarlo. Il protagonista incarna il modello dell’eroe decadente che intende la propria esistenza come ricerca delle molteplici sfumature della bellezza e del piacere. Prima dell’evoluzione vitalistica e politica, che hanno bloccato lo scrittore pescarese in pesanti giudizi e stereotipi, la sua scrittura aveva il sapore di una sperimentazione assoluta, che Andrea Adriatico rilegge nella prima tappa di un progetto dedicato a questo romanzo: una sfida alla sua trasposizione e reinvenzione scenica, mettendo in rotta di collisione il racconto passionale e individuale descritto nella cornice storica degli anni ottanta dell’800, con la temperie storica attuale, tra fedeltà al testo, contemporaneità e intelligenza artificiale.
Il piacere – I è dunque la trasposizione scenica del primo capitolo, il racconto dell’attesa del ritorno dell’amata nella casa piena di memorie e oggetti ricercati, a cui seguiranno nei prossimi mesi altri tre spettacoli, ciascuno dedicato a un diverso capitolo del romanzo.
Andrea Adriatico, fondatore di Teatri di Vita, è regista teatrale e cinematografico, e architetto. Con i suoi spettacoli esplora le urgenze dei tempi contemporanei, confrontandosi con la politica (come in XYZ. Dialoghi leggeri tra inutili generazioni), i generi (come in eve) e i conflitti (come nell’ultimo Le amarezze di Koltès). I suoi ultimi film, presentati alla Festa del Cinema di Roma, sono Gli anni amari, distribuito a livello internazionale, che ha raccontato la biografia di Mario Mieli, intellettuale del movimento gay, e La solitudine è questa, docufilm su Pier Vittorio Tondelli.