CUORE DI LITUANIA
5 MAGGIO
ore 21.00
VIDEO-SALUTO di Vytautas Landsbergis
FILM: Slow
BIGLIETTO: 6 EURO
6 MAGGIO
ore 21.00
FILM: Toxic
BIGLIETTO: 6 EURO
7 MAGGIO
ore 21.00
LOW AIR, Together Alone (spettacolo)
ore 22.00
FILM: The Activist
BIGLIETTO GIORNALIERO: 19 EURO
SOLO FILM: 6 EURO
8 MAGGIO
ore 21.00
BE COMPANY, Under the sun (spettacolo)
ore 22.00
FILM: Lagūna
BIGLIETTO GIORNALIERO: 19 EURO
SOLO FILM: 6 EURO
Il festival “Cuore di Lituania” è parte di “Cultura Lituana in Italia 2025-2026” , realizzato dall’Istituto di Cultura Lituano e dall’Ambasciata della Repubblica di Lituania nella Repubblica Italiana.
Il festival si intreccia con la programmazione di “resiDANZE di primavera“.
ABBONAMENTO GENERALE A TUTTI GLI EVENTI DALL’1 MAGGIO AL 10 SETTEMBRE, 59 euro

“Cuore di Lituania” è un omaggio al primo Paese resosi indipendente dall’Unione Sovietica nel 1990, e a cui Teatri di Vita aveva dedicato il suo primo festival internazionale, esattamente 30 anni fa, nel 1996 (qui a fianco, la copertina e il programma del 1996). Quel festival “Lietuva!” fu all’origine dei futuri festival internazionali di Teatri di Vita dal titolo “Cuore di…”, che dal 2005 hanno caratterizzato la programmazione del nostro centro.
A inaugurare la rassegna sarà proprio uno dei protagonisti di quel festival, il musicologo e primo Presidente della Repubblica Lituana, l’ultranovantenne Vytautas Landsbergis che invierà un video di saluti.
Per “Cuore di Lituania” sono in programma quattro film recentissimi, reduci dai maggiori festival internazionali, che mostrano la vitalità del cinema contemporaneo del paese baltico: Slow di Marija Kavtaradze (2023), premiato al Sundance Festival, storia della relazione tra un’insegnante di danza e un interprete del linguaggio dei segni (martedì 5 maggio); Toxic di Saulė Bliuvaitė (2024), vincitore di numerosi premi tra cui il Pardo d’Oro al Festival di Locarno, storia di un’amicizia morbosa tra due ragazze in una scuola per modelle (mercoledì 6 maggio); The activist di Romas Zabarauskas (2025), che ci porta nel mondo dei giovani neonazisti, tra i quali si infiltra un ragazzo gay dopo l’uccisione del suo compagno (giovedì 7 maggio); Lagūna di Šarūnas Bartas (2025), viaggio di un padre e una figlia nei paesaggi messicani sulle tracce di una sorella scomparsa (venerdì 8 maggio).
Sono due gli spettacoli ospitati a “Cuore di Lituania” in prima nazionale: Together Alone della compagnia Low Air (giovedì 7 maggio), indagine a due sull’identità del performer maschile, utilizzando i linguaggi della danza contemporanea, dell’hip hop e dei balli popolari lituani; e Under the Sun di Be Company (venerdì 8 maggio), performance coreografica giocata sul corpo nel limite di uno spazio ristretto.

GLI APPUNTAMENTI DI “CUORE DI LITUANIA”

Slow (LT-ES-SE, 2023) regia e sceneggiatura Marija Kavtaradze, con Greta Grinevičiūtė, Kęstutis Cicėnas, sottotitoli italiani.
Preceduto dal video di saluti di Vytautas Landsbergis (5 maggio, ore 21)
Un’insegnante di danza e un interprete della Lingua dei Segni s’incontrano e instaurano un bellissimo legame, ma devono capire come costruire la loro intimità. Girato in pellicola 16mm, il film racconta la relazione tra due trentenni: Elena e Dovydas. La coppia cerca di far funzionare la relazione nonostante le diverse esigenze e aspettative sessuali. Un ritratto intimo di una storia d’amore improbabile eppure così vicina e credibile. Come ha dichiarato la regista, “inizialmente ritenevo che questo film dovesse parlare di sessualità, ma man mano che scavavo nei miei personaggi e cambiavo insieme a loro, mi sono resa conto che in fondo il film tratta soprattutto del bisogno delle persone di creare un legame e di mantenerlo nel tempo”. Marija Kavtaradze, nata nel 1991, laureata nel 2014 all’Accademia lituana di musica e teatro, è al suo secondo film dopo Summer Survivors, presentato in anteprima al Toronto IFF. Slow si è aggiudicato numerosi riconoscimenti internazionali, tra cui il premio per la miglior regia nella sezione World Cinema – Dramatic del Sundance Film Festival.

Toxic (Akiplėša, LT, 2024) regia e sceneggiatura Saulė Bliuvaitė, con Ieva Rupeikaitė, Vesta Matulytė, Giedrius Savickas, Vilma Raubaitė, Eglė Gabrėnaitė, sottotitoli italiani (6 maggio, ore 21).
Abbandonata dalla madre, la tredicenne Maria è costretta a vivere con la nonna in una squallida città industriale. Durante un violento scontro per strada, Maria incontra Kristina, una ragazza della sua stessa età che aspira a diventare una modella. Nel tentativo di avvicinarsi a lei, Maria si iscrive a una misteriosa scuola di moda, dove le ragazze si stanno preparando per il più grande casting della regione. Il suo ambiguo rapporto con Kristina e l’ambiente intenso e quasi settario della scuola di moda spingono Maria a intraprendere un percorso alla scoperta della propria identità. Saulė Bliuvaitė è regista e sceneggiatrice. Ha iniziato la carriera con diversi cortometraggi, collaborando anche alla sceneggiatura di Isaac, il film lituano candidato al Premio Oscar 2022 per il miglior film internazionale. Toxic, lungometraggio d’esordio, è stato presentato in anteprima nella sezione internazionale del Festival del Cinema di Locarno, dove ha vinto il prestigioso Pardo d’Oro, ottenendo successivamente numerosi altri riconoscimenti internazionali.
Together Alone (Vienudu) di Low Air, idea Airida Gudaitė, coreografia Laurynas Žakevičius, Rokas Šaltenis, Airida Gudaitė, performer Laurynas Žakevičius, Rokas Šaltenis, musica Agnés M, Marta Finkelštein, light designer Eugenijus Sabaliauskas, costume designer Rūta Kyguolytė – prima nazionale (7 maggio, ore 21).
Il duetto dei danzatori Laurynas Žakevičius e Rokas Šaltenis si configura come un dialogo con sé stessi e con l’altro. Esplorando i movimenti e la loro fluidità nella break dance, e al contempo confrontandoli con la danza popolare lituana, si cerca una forma in cui far rientrare l’identità del danzatore maschile. Diventando riflessi reciproci, nel mondo odierno di norme, pregiudizi e stereotipi, si tenta di tornare a sé stessi, di trovare forza nella sensibilità, di riconoscersi nell’altro e di percepire l’altro, nella dualità. Laurynas Žakevičius è un pedagogista sociale, istruttore di programmi di prevenzione del bullismo, danzatore e insegnante. Ha fondato il Low Air Dance Theatre, primo teatro in Lituania basato sui principi della danza urbana. Rokas Šaltenis, noto come B-Boy Rukus, è un danzatore di breakdance lituano, noto per aver partecipato a eventi internazionali e per il suo lavoro con il Low Air Dance Theatre.

The Activist (Aktyvistas, LT, 2025) regia Romas Zabarauskas, sceneggiatura Romas Zabarauskas, Marc David Jacobs, Vitalija Lapina, con Robertas Petraitis, Vaslov Goom, Teklė Baroti, Simas Kuliešius, Elvinas Juodkazis, sottotitoli italiani (7 maggio, ore 22).
Andrius, ventenne che lavora in una tipografia, è scettico sull’attivismo LGBTQ+ del fidanzato Deividas e teme le minacce dei neonazisti. Deividas è il leader di Rainbow Kaunas, un gruppo che sta organizzando il primo Pride nella seconda città più grande della Lituania. Una notte, Andrius torna a casa e trova Deividas assassinato. Di fronte all’indifferenza della società e della polizia, decide così di prendere in mano la situazione e trovare da solo il colpevole, infiltrandosi proprio tra le fila del gruppo neonazista. Romas Zabarauskas, nato nel 1990, è regista, sceneggiatore e produttore cinematografico. Nel 2012 ha fondato la società di produzione Naratyvas ed è membro dell’Accademia Europea del Cinema. Al suo attivo ha diversi film: We Will Riot, Nuo Lietuvos nepabegsi, Advokatas, The Writer.
Under the sun (Po saule) di Be Company, idea, coreografia e performance Oksana Griaznova; drammaturgia Liza Baliasnaja; musica Arūnas Periokas; light designer Povilas Laurinaitis; costume e set designer Morta Nakaitė – prima nazionale (8 maggio, ore 21).
Un piccolo mondo di un metro quadrato: dentro i suoi confini, l’artista cammina senza sosta, tracciando percorsi invisibili, compiendo gli stessi passi più e più volte, ma ogni passo in avanti sembra riportare allo stesso punto. L’opera esplora l’idea che ognuno di noi viva in un mondo a sé stante, un mondo che ereditiamo, abitiamo e che (ri)creiamo costantemente. Oksana Griaznova, danzatrice e coreografa, si è diplomata presso il North-Karelia College di Outokumpu, in Finlandia, e ha poi studiato a Francoforte. Ha danzato, tra l’altro, nella compagnia Aura Dance Theatre.

Lagūna (LT-F, 2025) regia Šarūnas Bartas, sceneggiatura Geoffroy Grison, Šarūnas Bartas, con Ina Marija Bartaitė, Šarūnas Bartas, Una Maria Bartaitė, Bryan Ordonez Ruiz (8 maggio, ore 22).
Sulla costa pacifica del Messico, nella terra che Ina Marija scelse come dimora prima di morire prematuramente, sua sorella Una e suo padre Šarūnas intraprendono un viaggio per ripercorrere i suoi passi. Come ha scritto Giampiero Raganelli, per il noto regista lituano l’elaborazione del lutto per la figlia passa per un viaggio insieme all’altra figlia, nella foresta di mangrovie messicana a contatto con la popolazione indigena, nella consapevolezza dei cicli chiusi naturali della vita e della morte, e della serena rassegnazione della cultura indigena. Un tuffo catartico fuori dalla civiltà che è anche un tuffo nel suo cinema, nelle sue tipiche atmosfere e tematiche. Šarūnas Bartas è regista e produttore e una delle personalità cinematografiche più significative del cinema baltico. Dopo i primi film Trys dienos e Koridorius (presentato a Bologna in collaborazione con la Cineteca, nell’ambito del festival che Teatri di Vita ha dedicato alla Lituania nel 1996), ha realizzato numerose altre opere, come Lontano da Dio e dagli uomini, Namai, Freedom, Frost, che hanno attraversato i festival internazionali vincendo numerosi premi, da Berlino a Cannes, da Venezia a San Sebastian.

