venerdì 16 marzo 2018 ore 21

Circeo

prova aperta

invenzione e coreografia Fabrizio Favale

danzatori Daniele Bianco, Andrea Del Bianco, Vincenzo Cappuccio, Fabrizio Favale, Francesco Leone, Mirko Paparusso, Kenji Matsuyama Ribeiro, Stefano Roveda, Daniele Salvitto

musiche originali Daniela Cattivelli

sound design Fabrizio Favale

altre musiche Mountains, Sigur Rós, Alex Somers, Windy & Carl

scene, costumi, luci, art-work First Rose

co-produzione Théâtre National de la Danse Chaillot, Paris (FR) / KLm – Kinkaleri / Le Supplici / mk (IT)

con il contributo di MIBACT – Ministero per i Beni e le Attività Culturali, Regione Emilia-Romagna e Fondo per la Danza d’Autore/Regione Emilia-Romagna

FUORI ABBONAMENTO

PERCHE’ VEDERLO: perché è una straordinaria occasione di vedere lo studio in progress di un’opera prima del suo debutto, realizzata da uno dei coreografi italiani più importanti e originali della sua generazione.

Circeo è un promontorio affacciato sul Mar Tirreno. Luogo mitico di approdo di Ulisse e incontro con Circe. Questo nuovo lavoro di Fabrizio Favale Le Supplici, che debutterà in prima mondiale a Parigi, al Théâtre National de la Danse di Chaillot il 22 marzo, nasce attorno a un’ipotesi spettacolare in cerca di una forma scarna, primitiva, qualcosa che resta agli albori, dove ciò che resta è pura circolarità, ipnosi, sogno: Circeo. E largo orizzonte, geometria, solco di balene, montagna sottomarina: Vavilov. E sommovimento tellurico, fuochi, fumo, ghiaccio, vulcano subglaciale: Hekla. E fiaba, mantra, formula incantatoria: Circe.

In un orizzonte esteso e privo di riferimenti, antartico, incantatorio, i danzatori affondano pienamente in un universo/mantra senza spessore, leggero e cangiante, fatto della pura ricercatezza e complessità del movimento, come in un ricamo senza fine, fatto di velocità e lentezza, di simultaneità intraviste e subito raccolte, di calore e di gelo, di distanze, di approssimazioni, di incontro, di baci, di energia consumata, di corpi spossati e arenati. Nell’incertezza tra il mentale e il fattuale, il notturno e il diurno, i danzatori parlano un linguaggio che sembra non appartenere più a noi, ma un mare tempestoso.

Il lavoro presenta una ulteriore sequenza di azioni, che avvengono parallelamente alla struttura danzata, influenzandone costantemente le atmosfere e lo spazio. Queste azioni si articolano perlopiù ai lati della zona performativa, nella penombra o oscurità, e hanno a che fare con elettricità, con cambiamenti luminosi e bagliori, con l’uso di strumentazioni da vulcanologia, blocchi di ghiaccio, roccia, carbone, profili di animali non chiaramente identificabili… modificando atmosfere d’un mondo inventato in un tempo imprecisato.

Fabrizio Favale, dopo aver studiato negli U.S.A. e al Centro Regionale per la danza di Reggio Emilia, entra a far parte dell’organico della Compagnia Virgilio Sieni Danza dove è solista dal 1991 al 1998. Più volte premiato dalla critica, nel 1996 riceve il “premio della critica come miglior danzatore italiano dell’anno”. Nel 1999 fonda la Compagnia Le Supplici. Nel corso degli ultimi anni la compagnia ha ricevuto premi prestigiosi e riconoscimenti internazionali. Fabrizio Favale torna a Teatri di Vita a 4 anni esatti dalla presentazione dello spettacolo Un ricamo fatto sul nulla.