CUORE D’ARIA
L’estate del Buon Vento
2 giugno-2 agosto 2021

La sedicesima edizione del festival estivo “Cuore di” è all’insegna dell’aria, del ritorno all’aria aperta, dell’aria serena che desideriamo, per “ridare aria” alla socialità e ai pensieri: e sarà “Cuore d’Aria”. Con il sottotitolo augurale “L’Estate del Buon Vento” e con l’immagine del dio Eolo ad accompagnare i partecipanti negli spazi interni ed esterni di Teatri di Vita (Parco dei Pini, via Emilia Ponente 485, Bologna).

Saranno due mesi intensi di teatro, danza, musica, cinema, circo, fotografia, incontri e cibi, che abbiamo eccezionalmente deciso di realizzare come una lunga festa e auspicio di ritorno alla normalità. Con date di inizio e fine di alto valore simbolico: apriremo il 2 giugno, Festa della Repubblica Italiana, e chiuderemo il 2 agosto, anniversario della strage della stazione di Bologna. Perché, più che mai, il festival “di reportage” di quest’anno è un viaggio culturale, civile e politico nel nostro Paese.

Il festival “Cuore d’Aria” fa parte di “Bologna Estate 2021”, il cartellone di attività promosso e coordinato dal Comune di Bologna e dalla Città metropolitana di Bologna – Destinazione Turistica; è realizzato con il contributo del Comune di Bologna, della Regione Emilia Romagna e del Ministero della Cultura, e riporta il marchio EFFE Label che riconosce i più significativi e originali festival europei.

IL PROGRAMMA

La prima settimana di “Cuore d’Aria” saluta il ritorno allo spettacolo, con la presentazione de “Il mio amico Hitler” di Yukio Mishima, diretto da Andrea Adriatico e prodotto da Teatri di Vita, da mercoledì 2 a domenica 6 giugno (l’ultimo giorno in matinée alle ore 11): un prologo che è una festa del teatro e anche l’occasione per un affondo potente nelle questioni della politica, a partire dalla rievocazione storica della Notte dei Lunghi Coltelli.

Le successive otto settimane prevedono una distribuzione delle sezioni del festival nei diversi giorni della settimana: martedì e mercoledì, spettacolo dal vivo e cinema; giovedì, incontro pubblico e stand-up comedy; venerdì, musica.

Lo spettacolo dal vivo nel mese di giugno è interamente dedicato alla danza contemporanea: confluisce, infatti, dentro al festival la rassegna “resiDANZE di primavera”, giunta alla sua quinta edizione, che prevede 10 appuntamenti da Italia, Spagna, Francia e Marocco. Il cuore della rassegna riguarda 6 compagnie e coreografi in residenza nell’ambito del programma nazionale delle Residenze Artistiche sostenuto dal Ministero della Cultura e dalla Regione Emilia Romagna, che presenteranno anteprime dei loro nuovi lavori: dall’Italia Elena Copelli Project, Manuela Carretta, Sanpapié, Andrea Zardi; dalla Francia Cie Essevesse, Carlo Cerato. Accanto a loro, sono state invitate alcune compagnie ospiti: Daniel Doña (Spagna) con la prima nazionale di “Campo cerrado” (29-30 giugno), suggestivo percorso nella cultura e nella società iberica nei decenni del franchismo dopo la guerra civile; Enzo Cosimi con “I love my sister” (8-9 giugno), affondo nell’autobiografia di un performer transessuale che, diventato uomo, “incontra” la donna che è stato; e Aline Nari con “Care selve” (22-23 giugno), prezioso attraversamento danzato dell’idea di natura, accompagnato da musica e canto dal vivo dal barocco al 700.

Lo spettacolo dal vivo nel mese di luglio parla il linguaggio del teatro con 7 appuntamenti. La maggior parte dei lavori presentati offre uno sguardo e una riflessione sulle relazioni. Si inizia con “Non domandarmi di me, Marta mia” di Katia Ippaso, che rievoca il rapporto tra Luigi Pirandello e Marta Abba (6 luglio); “La tragedia è finita, Platonov” di Liv Ferracchiati, prodotto dal Teatro Stabile dell’Umbria e proveniente direttamente dal Festival di Spoleto dove debutta il giorno prima, che riprende l’opera giovanile di Cechov per una riflessione sul rapporto tra opera d’arte e spettatore (13 luglio); “Antropolaroid” di Tindaro Granata, narrazione autobiografica delle ultime generazioni di una famiglia siciliana (14 luglio). Teatri di Vita ricorda durante il festival i fatti del G8 di Genova, a 20 anni esatti di distanza: il 20 e 21 luglio saranno riproposti due lavori ormai storici su questa vicenda: “Genova 01” di Fausto Paravidino, appositamente riallestito per Bologna dallo stesso autorre-regista, e “GiOtto – Studio per una tragedia” di Giuseppe Provinzano, in esclusiva regionale. Il programma si conclude con un classico di Marcido Marcidorjs, “Loretta Strong”, il delirio surreale di Copi, reinventato nello stile fantasioso e sorprendente di Marco Isidori (27-28 luglio).

Inoltre, sono previsti lo spettacolo conclusivo del laboratorio teatrale di Teatri di Vita condotto da Gianluca Enria “Persona” (8-9 giugno) e la riproposizione del progetto di “inchiesta poetica” di Stefano Casi e Katia Ippaso, presentato in streaming durante la primavera, e qui riproposto tutti i venerdì nelle tre diverse tappe: “Adolescenze in giallo”, “Anzianità in arancione” e “Migrazioni in rosso”.

Il cinema è diviso in 4 sezioni, ciascuna in 4 serate. La prima presenta 4 film italiani indipendenti usciti nel 2020. Una vera panoramica di sguardi originali del cinema italiano: “Le Eumenidi”, clamoroso e acclamatissimo esordio del giovane regista Gipo Fasano, che ha trasferito la mitologica vicenda di Oreste in una Roma notturna e cupa, usando solo due smartphone; “Ernesto”, altro clamoroso esordio della coppia composta da Giacomo Raffaelli e Alice De Luca, ovvero frammenti dall’educazione sentimentale, sessuale ed esistenziale di un adolescente, smarrito di fronte alla vita; “La casa dell’amore” di Luca Ferri, sorprendente documentario presentato al Festival di Berlino, che racconta nell’ambiente chiuso di una camera le lunghe giornate di una transessuale tra un amore lontano e la prostituzione; e infine il terzo lungometraggio di Flavia Mastrella e Antonio Rezza “Samp”, presentato alla Mostra del Cinema di Venezia, che porta la comicità graffiante e surreale della coppia nelle campagne pugliesi tra delitti e tarante…

La seconda sezione riguarda 4 serate di cortometraggi di 4 case di distribuzione italiane, ancora con titoli usciti negli ultimi anni, per entrare nel ricco e fecondo mondo del corto, sempre più apprezzato e capace di offrire visioni potenti ed emozionanti. Tra i corti proposti attraverso le cinque case coinvolte – Sayonara/Elenfant, Zen Movie, Prem1ere, Image Hunters, Phoenix – si potranno vedere titoli presentati e premiati nei maggiori festival internazionali come la Mostra del Cinema di Venezia e il Premio David di Donatello, da Cannes ai BAFTA, spaziando nel genere dal drammatico al comico, dal documentario all’animazione.

Le ultime due sezioni nascono dalla collaborazione con due importanti festival italiani: la Mostra Internazionale del Cinema Libero di Pesaro e il Lovers Film Festival di Torino, diretti rispettivamente da Pedro Armocida e da Vladimir Luxuria. Dalle ultime edizioni di ciascuno dei due festival, che si terranno in giugno, sarà fatta una selezione di 4 opere, ovvero “il meglio”, che sarà presentata al festival “Cuore d’Aria”.

Il giovedì è il giorno degli incontri sui grandi temi della società e della politica, condotti da Daniela Camboni, con al centro spunti per ripensare alla città. I primi due incontri sono dedicati a due imminenti elezioni. “La città contesa” (10 giugno) vede il confronto tra Isabella Conti e Matteo Lepore, ovvero i candidati alle primarie del centrosinistra, che si terranno pochi giorni dopo, in vista delle elezioni amministrative di Bologna in autunno. “La città dello Studio” (17 giugno) vede un altro confronto, quello tra i 5 professori candidati al posto di Rettore dell’Università di Bologna, anche in questo caso in elezioni che si terranno pochi giorni dopo: Giuliana Benvenuti, Giusella Dolores Finocchiaro, Pier Paolo Gatta, Giovanni Molari, Maurizio Sobrero. “La città delle fedi” (8 luglio) raccoglie in dialogo due esponenti delle religioni più diffuse, ossia monsignor Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, e Yassine Lafram, presidente dell’Unione delle Comunità Islamiche d’Italia (Ucoii). Ci saranno poi anche “La città delle donne” (29 luglio) con Elly Schlein, “La città e la forma” (15 luglio) con Mario Cucinella, Luca Montuori e Valentina Orioli, “La città dei neonati” (24 giugno) con Gianluigi Bovini e Francesco Scalone, e ancora “La città dei diritti” (1 luglio) con Nichi Vendola e “La città solidale” (22 luglio), con Rita Ghedini, Roberto Morgantini, Raffaella Pannuti. Gli incontri saranno trasmessi anche in diretta sulla web-tv di Teatri di Vita. Infine, il 30 luglio è in programma “Sergio Secci – 2 agosto 1980“, con Paolo Bolognesi, presidente dell’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980; Giacomo Manzoli, direttore del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna; Federica Mazzoni, consigliera del Comune di Bologna; Cristina Valenti, docente del Dipartimento delle Arti dell’Università di Bologna; Cinzia Venturoli, docente del Dipartimento di Scienze dell’Educazione dell’Università di Bologna; in collaborazione con Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980; e DAMS50. Ricorderemo Sergio Secci, la sua breve vita, i suoi studi, una delle vittime della strage, simile ad altre e come le altre diversa e unica, e chiederemo al Comune di Bologna di dedicare a Sergio Secci l’intitolazione di un angolo di questa città in cui era venuto a studiare dalla sua Terni. Dopo il breve ricordo delle istituzioni e l’appello, presenteremo il docufilm “Cantiere 2 agosto – Narrazione di una strage“, prodotto dall’Assemblea Legislativa dell’Emilia Romagna in collaborazione con l’Associazione tra i familiari delle vittime della strage alla stazione di Bologna del 2 agosto 1980.

Ma il giovedì sarà anche una “serata leggerissima”, con i protagonisti della stand-up comedy. In seconda serata scendono in campo, anzi salgono in scena, 8 outsider in altrettanti one-man-show o one-woman-show, in monologhi comici o satirici. Si tratta di Lorenzo Balducci (“Allegro, non troppo”, 10 giugno), Paolo Faroni (“Un’ora di niente”, 17 giugno), Sofia Gottardi (“Sofia fa le cose”, 24 giugno), Valeria Pusceddu (“Maleducazione”, 1 luglio), Francesco De Carlo (“Pensieri stupendi”, 8 luglio), Giulia Pont (“Non tutto il male viene per nuocere, ma questo sì”, 15 luglio), Daniele Gattano (“Male Male”, 22 luglio) e Paolo Camilli (“L’amico di tutti”, 29 luglio).

Venerdì è musica con i concerti di band e solisti dell’Emilia Romagna. Prende il via in questo festival il progetto di Teatri di Vita “Scaleripide” per il sostegno a cantanti e gruppi emergenti della regione. In questa prima edizione, sono 8 i concerti in programma, ciascuno seguito dal dj-set di Green Everywhere. Si tratta di Fabio Curto (11 giugno), vincitore di The Voice of Italy nel 2015; Mancha (18 giugno), quasi esordiente classe 1999; Clever Square (25 giugno) da Ravenna; The Sleepers (2 luglio), di derivazione jazz; Disarmo (9 luglio), dopo l’esperienza a X Factor 2020; Le Zampe di Zoe (16 luglio), duo della provincia modenese; Gente (23 luglio), con sonorità hip hop; e Devon & Jah Brothers (30 luglio), folto gruppo reggae riminese. Molte di queste formazioni sono state sostenute nella produzione del loro primo album dalla Regione Emilia Romagna.

Non mancano le mostre, che verranno inaugurate martedì 8 giugno alle ore 19. Si tratta di “Una città fuori dal Comune” di Davide Conte. L’autore ha inaugurato un modo nuovo di essere al tempo stesso fotografo e amministratore, raccontando su Instagram la città di Bologna e l’impegno di assessore al bilancio fondendo immagini di grande suggestione e riflessioni sul senso più genuino della “res publica”, come fossero pagine visionarie di un diario intimo/pubblico, tra politica, spiritualità e giornalismo. Insomma, un politico davvero unico, poco incline ai selfie e molto a osservare la sua città lanciando lo sguardo fuori dal palazzo del Comune, mostrandola a tutti come una città “fuori dal comune”. Questa sua prima esibizione è proprio una nuova occasione di condivisione aperta di sguardi e riflessioni nella agorà estiva del festival. L’altra mostra è “Gentilezza/Leggerezza” di Andrea Ferrato – METABOX Sensibilità Aumentata: nell’installazione dell’artista “Gentilezza” e “Leggerezza” sono due scatole di metallo, materiale che sembra contrastare il loro significato. Con queste scatole i visitatori sono invitati a interagire tramite un qr-code attraverso il quale possono inviare la loro idea di “gentilezza” e “leggerezza” che sarà poi pubblicata sul sito dell’artista.

Il festival si chiude lunedì 2 agosto. Sarà una giornata aperta, ariosa, dove la poesia, la musica, il semplice stare e incontrarsi restituiscono il senso sociale dell’intero festival. Una giornata che richiama quella del “Diamo Aria!” del Primo Maggio, il primo giorno di riapertura di Teatri di Vita, dopo oltre 6 mesi di chiusura per la pandemia. Sarà con noi il dj Green Everywhere per tutta la giornata e serata, ma sarà anche possibile vedere “Migrazioni in rosso”… e poi ci saranno tanti altri micro-eventi per salutarci e darci appuntamento alla ripresa in autunno.