Società di pensieri n.7

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Società di Pensieri

RIVISTA TRIMESTRALE DI CULTURA

diretta da Stefano Casi

Edizioni :riflessi, 1993

numero 7
dicembre 1993

resurrezione, il rosso e il giallo, esce dalla comune
dedicato a Vladimir Majakovskij*

euro 5,00 anziché 6,20
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Descrizione

numero 7
dicembre 1993

resurrezione, il rosso e il giallo, esce dalla comune
dedicato a Vladimir Majakovskij*

Stefano Casi, Editoriale
Diana Ciuli, Tirana 1993
Blixa Bargeld, Le ultime nove parole
Enzo Mazzi, La memoria e il presente
Michele Mariano, Cadavre exquis
Elicura Chihuailaf, Ina kallfv pewma mew
Francesco Campione, Come Cristo, meglio di Cristo
Biagio Guerrera, Rosso. Giallo. Nero.
Peter Watkins, Storie di ordinaria telemanipolazione

Vacche, fotografie di Antonio Biasiucci

 

* (le dediche di Società di pensieri sono solo ideali: generalmente gli articoli non riguardano esplicitamente l’autore dedicatario)

 

Brani da questo numero:

 

… Un amico in Germania mi ha chiesto di collaborare alla sua rivista. Gli ho detto di fare una rubrica sulle ultime nove parole. Nel misticismo cristiano c’è una storia sulle ultime nove parole di Cristo e volevo che tutti in questa rubrica scrivessero non il loro epitaffio, ma le loro ultime nove parole, quelle che avrebbero voluto dire prima di morire. Né: dieci né otto: nove. Dovevano farlo come in un haiku, una forma poetica giapponese che prevede un certo numero di sillabe.
Per qualche strano motivo, all’inizio ho fatto un errore: pensavo che le ultime parole di Cristo fossero tredici e non nove. E così ho scritto la mia frase con tredici parole. Le mie ultime tredici parole erano: Se avessi la possibilità di portare con me una pistola ammazzerei il bastardo. Non si riesce a dire in sole nove parole, e adesso mi tocca trovarne un’altra. E’ veramente un peccato che le ultime parole di Gesù Cristo non siano state tredici.

Blixa Bargeld

 

… Elicura significa pietra bianca o trasparente. Chihuailaf vuol dire nebbiolina che si stende sopra un lago. Nahuelpán: tigre-leone. Sono nato nel millenovecentocinquantadue – a febbraio, nella stagione dei frutti abbondanti – a Quechurewe, che è una reducción mapuche, situata a settantacinque chilometri – in direzione oriente, preandino – dalla città di Temuco, capitale della nona regione del Cile.
La reducción, piccoli appezzamenti di terreno in cui fu confinata la nostra gente, è il risultato di una storia recente, poco più di cent’anni: il violento consolidamento dello stato cileno, che i suoi storici chiamarono causticamente Pacificación de la Araucanía (con riferimento al nome dato alla nostra regione da Alonso de Ercilla, nel suo poema epico La Araucana). Mio nonno fu un desaparecido compianto dalle sue donne e dai suoi figli, perché – mi ha raccontato mio padre – fu portato, insieme ad altri uomini, in un posto lontano per essere assassinato se non fosse giunto ad un accordo di vendita “volontaria” delle sue terre. Era l’arrivo dei colonizzatori cileni ed europei. Mio nonno, conoscitore di montagne e di fiumi, sfuggì ai suoi rapitori durante il viaggio…

Elicura Chihuailaf

 

… Voglio proporvi a questo proposito un problema al quale sto riflettendo in questo periodo.
Si tratta di questo: due coniugi viaggiano in aereo, l’aereo va in panne e precipita: di cosa si preoccupano costoro nei lunghi minuti che li separano dalla morte?
Supponiamo che si tratti di due persone abbastanza mature da non negare l’inevitabilità della morte imminente, e che quindi si assumono la responsabilità della loro morte come se dicessero: “Sto morendo e non posso evitarlo, che faccio? Che posizione prendo di fronte a ciò che mi sta accadendo? Sono io che devo decidere”.
Se credono nella resurrezione di Cristo impiegheranno quei preziosi minuti a pentirsi dei loro peccati e a dirsi “addio”.
Se non credono nella resurrezione di Cristo impiegheranno quei preziosi minuti a darsi tutto l’amore che avrebbero potuto darsi vivendo. Ma subito sorge in loro la consapevolezza che possono solo desiderare di darsi tutto l’amore di una vita, ma non potranno più darselo davvero.
Il problema allora è: c’è un’altra possibilità di resurrezione? …

Francesco Campione

 

… Qualche tempo fa mia nonna Rosa, che ha 91 anni, ha sognato suo marito Melo, morto quasi vent’anni prima, che le diceva: “no Rusidda, u tiatru vacci tu, iu mi siddiu” (no Rosina, a teatro vacci tu, io mi scoccio).
Mia nonna ha interpretato che per lei non era ancora giunta l’ultima ora, perché “u tiatru” è la vita…

Biagio Guerrera

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