MareMuro – i corti 2020-12-23T11:21:16+00:00

Project Description

da martedì 15 a giovedì 31 dicembre 2020

I FILM SONO VISIBILI IN FONDO A QUESTA PAGINA OPPURE SU VIMEO

Selfie

(Siria, 2016)
di Juan Ibesh
durata: 41 minuti

FINO AL 22 DICEMBRE

8 corti libici

(Libia, 2017)
produzione Cairo Institute for Human Rights Studies
con il supporto del’Unione Europea

“Afdis” di Azrou Magura
“Sahab (Nuvola)” di Hana Alhijazy
“Kidnapped (Rapito)” di Mohamed Fanan
“Locked away (Rinchiuso)” di Mohamed Lagha
“Salha’s song (La canzone di Salha)” di Alaa Hasen Snead
“Silence” di Nora Morajea Abdelkrim
“Ta3bir (Espressione)” di Hussein Eddeb
“The hard choice (La scelta difficile)” di Faraj Hamza
durata complessiva: 63 minuti

FINO AL 31 DICEMBRE

In attesa che il teatro – luogo di compresenza di attori e spettatori – ritorni dopo il letargo imposto dal nuovo DPCM anti-Covid, Teatri di Vita ha deciso di tenere aperto un canale con il suo pubblico. Con ciò che può essere vissuto e apprezzato anche a distanza: il cinema. E lo vuol fare sulla sua nuova WEB-TV con una proposta unica e “introvabile”, che vogliamo offrire gratuitamente dal 15 dicembre. La lunga odissea di una ragazza curda da Afrin alla Germania, documentata in un emozionante mediometraggio dal titolo “Selfie” (fino al 22 dicembre); e poi 8 cortometraggi di giovani registi libici che raccontano la loro Libia (fino al 31 dicembre). E’ questo il programma di “MareMuro”, la proposta cinematografica che Teatri di Vita, dopo aver programmato al festival estivo “Cuore d’Italia”, rende disponibile on line per tutti.

“Selfie” di Juan Ibesh racconta il viaggio dei profughi verso l’Europa in un sorprendente film realizzato dai profughi stessi durante il percorso. Presentato in numerosi festival internazionali, il mediometraggio è un documentario che vede come protagonista una ragazza che intraprende il viaggio dalla città curda di Afrin, in Siria, fino all’Europa: la vediamo attraversare terre e mari, affrontare degrado e polizia, chiedersi continuamente se sia meglio andare avanti o tornare indietro. Praticamente l’esperienza condivisa di migliaia di persone migranti dal Medio Oriente, che siamo abituati a vedere dall’esterno e che, con questo film, scopriremo dall’interno. Con lei il fidanzato, che decide di riprendere le tappe del viaggio, offrendoci una inedita presa diretta: il selfie di un popolo che cerca la pace e la serenità.

La seconda proposta riguarda la Libia. Si tratta di otto cortometraggi realizzati da giovani registi libici, dove si parla di diritti umani e di aspirazioni affrontando temi quali la libertà d’espressione e la violenza. Anche in questo caso, ecco un Paese che siamo abituati a vedere da fuori, e che qui abbiamo l’occasione di vedere raccontato attraverso 8 “selfie” di giovani autori.
Nel luglio 2017 il Cairo Institute for Human Rights Studies, con il supporto dell’Unione Europea, ha lanciato un concorso per giovani creativi libici per descrivere la loro realtà e le sfide, attraverso modi artistici innovativi, raccogliendo numerose candidature e idee, tra documentari, fiction, animazione e film sperimentali. In agosto sono stati selezionati otto progetti, e tra settembre e novembre sono stati realizzati due laboratori formativi in Tunisia con i registi libici selezionati. Gli otto corti sono stati poi presentati a Marsiglia a cura di Réseau Euromed France, successivamente nella sede del CIHRS al Cairo e infine in anteprima italiana a Bologna a luglio 2020 durante il festival “Cuore d’Italia” di Teatri di Vita.