Via Emilia Ponente, 485
40132 Bologna (IT)
(+39) 333 4 666 333
urp@teatridivita.it

DA VENERDI 28 GIUGNO A MERCOLEDI 10 LUGLIO | ORE 17:00/23.00
DA MERCOLEDI 25 A SABATO 28 SETTEMBRE | ORE 16:00/23.00
> SALA STUDIO, VIA DEL PRATELLO 90/A, BOLOGNA <

(IM)POSSIBLE BABY, CASE 01:
ASAKO & MORIGA

mostra di Ai Hasegawa

INGRESSO LIBERO

INAUGURAZIONE: VENERDI 28 GIUGNO, ORE 19
CON AI HASEGAWA E GIULIA SUDANO

 

Quando arriverà il momento in cui una donna potrà avere un figlio senza alcun apporto maschile?

Le vertigini della biotecnologia si scontrano con i confini della bioetica rivelando una delle grandi e inquietanti sfide della scienza e dell’umanità. Per provocare una riflessione, l’artista Ai Hasegawa ha concepito un progetto choc, che è stato anche oggetto di un documentario della televisione nazionale giapponese (che sarà presentato all’interno del programma cinematografico del festival, martedì 9 luglio): creare visivamente le figlie di una coppia lesbica a partire dalla loro mappatura genetica, secondo un sistema supportato dai laboratori scientifici.

Il risultato sono alcune “foto di famiglia” in cui le due donne (vere) si mettono in posa con le due figlie (finte), progettate in laboratorio con un processo biotecnologico e poi create in uno dei maggiori studi di elaborazione digitale.

La mostra, che nel 2015 ha vinto l’Excellence Award nella categoria Arte al Japan Media Arts Festival e anche nel 2016 il prestigioso Core77 Design Award, ha l’obiettivo di sviluppare il dibattito, dato il rigore scientifico e la scelta di puntare su una coppia omosessuale, ma è al tempo stesso un impressionante esempio di virtuosismo visionario, grazie alla potente resa di una computer grafica stupefacente.

I recenti sviluppi della genetica e della ricerca sulle cellule staminali, come i risultati ottenuti dagli scienziati dell’Università di Cambridge e dell’Istituto Weizmann, hanno dimostrato che il traguardo del concepimento e della nascita di un bambino da una coppia omosessuale, senza interventi di donatori, potrebbe avvicinarsi presto.

Ai Hasegawa ha analizzato i dati sul DNA di una coppia lesbica utilizzando 23andMe, dopodiché li ha studiati per simulare le loro due potenziali bambine attraverso la realizzazione di due simulazioni di sequenza DNA individuando alcuni marcatori genetici che suggerissero alcune caratteristiche fisiche e psichiche, e infine ha creato una serie di foto di famiglia in un album che è stato regalato alla coppia e che costituisce il nucleo della mostra.

Le due madri si chiamano Asako e Moriga, le due “figlie (im)possibili” sono state chiamate Powako e Mameko (che significa “fagiolino”). Per esempio, in una foto si vede Mameko che annusa in modo disgustato una foglia di coriandolo, idea basata sulla presenza del genotipo di derivazione da una delle due madri “rs72921001 (C; C)”, mentre analogamente Powako mangia contenta gli asparagi, in base al genotipo “rs4481887 (A;G)”.

Ai Hasegawa ha prodotto molte opere mettendo l’accento su argomenti relativi a uomo e tecnologia con tecniche come bioarte, design concettuale e simulazione.

Laureata in Interazioni progettuali al Royal College of Art in Gran Bretagna, ha lavorato come ricercatrice presso il Design Fiction Group al MIT Media Lab; e lavora come ricercatrice di progetto all’Università di Tokyo dal 2017.

Come artista ha esposto in tutto il mondo in contesti come: Mori Art Museum (Tokyo), Ars Electronica (Linz), MoCA (Shanghai), National Museum Design (Stoccolma), Science Gallery (Dublino), Taipei Digital Arts Center (Taipei), e molti altri ancora dall’Australia alla Polonia, dagli Usa alla Cina.

Attualmente partecipa con la sua opera “Human X Shark” alla 22esima Triennale di Milano.

All’inaugurazione sarà presente l’artista, in dialogo con Giulia Sudano, presidente dell’Associazione Orlando.

La mostra è allestita nella sede distaccata di Teatri di Vita: Sala Studio, via del Pratello 90/a, Bologna (zona centro).

 

SCRIVETE I VOSTRI COMMENTI SU TWITTER CON L’HASHTAG #impossiblebaby PER PARTECIPARE AL DIBATTITO CHE HA SOLLEVATO LA MOSTRA