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Da scrittore per l’infanzia
a scrittore per l’infanzia

una lettera di Babak Saberi
letta da Beatrice Masella

 

 

Vivere in un paese come l’Iran, proprio come dappertutto, ha le sue peculiarità. E’ un paese grande come metà Europa, al suo interno ci sono molte culture diverse cui un artista può far riferimento per arricchire la sua sapienza e la sua ispirazione. Poi, è vero anche che ci sono molti vincoli alla creatività. E’ possibile che a poche ore dall’inizio di un concerto lo stesso venga annullato e che lo stesso concerto in un’altra occasione venga addirittura finanziato dal governo. In queste condizioni, regna il caos. Certe volte siamo noi stessi a censurarci, altre volte ci censurano gli altri. Certe volte è il pensiero sociale imperante a prendere il sopravvento.

Io scrivo libri per bambini e dirigo una piccola casa editrice. Qualche anno fa ho avuto un piccolo problema per pubblicare un libro per l’infanzia. Il libro conteneva due immagini di un maiale. Nonostante nella nostra fede religiosa tutti gli animali siano considerate creature di Dio, alle volte anche solo disegnare un cane vicino a un essere umano può essere proibito. Di conseguenza, abbiamo chiesto all’illustratore italo-svizzero il permesso di correggere le due immagini incriminate, correggerle significava essenzialmente toglierle. Però Albert Manser, l’illustratore novantenne del libro, ci ha negato questa possibilità e l’ha fatto per impedire a photoshop di rovinare le belle immagini della sua memoria d’infanzia.

Per convincerlo gli abbiamo scritto una prima lettera:

Caro Albert,

sono Babak e ti sto scrivendo dalla Children Publishing House, in Iran. Capisco le tue preoccupazioni di artista e l’importanza della fedeltà nel processo di traduzione. Ma vivere in un paese bizzarro con un regime fondamentalista non ci lascia altre opzioni che confinarci alla pubblicazione sotto una censura forzata. Per il presente, questa è la sola strategia che ci può aiutare a mantenerci a galla.

Sono consapevole che non sia desiderabile per il suo lavoro, ma deve tenere in mente che siamo come prigionieri con solo una piccola finestrella nella loro cella. Non è bello impedire ai raggi della speranza di illuminarci mentre siamo privati della possibilità di essere liberamente esposti al sole.

Le modifiche che abbiamo fatto sono limitate alle immagini di maiali che sembrano essere irritanti per le autorità. Per sua referenza, allego una copia in pdf del libro tradotto. Detto questo, spero che il suo amore per i bambini e il suo desiderio di essere letto in farsi sia forte abbastanza per perdonare queste indesiderabili modifiche.

Grazie per la sua disponibilità,

Babak

 

Nonostante i toni strazianti della lettera, non abbiamo ottenuto lo scopo. Tuttavia noi volevamo pubblicare questo libro, se non altro perché avevamo già pagato il copyright. Allora abbiamo accettato il rischio. Abbiamo mandato alla commissione per le autorizzazioni il libro con le immagini incriminate, chiedendone il permesso per la pubblicazione, con la speranza che nessuno ponesse l’attenzione su di esse o nel caso qualcuno se ne acccorgesse, proprio come noi, non ne facesse un problema. La cosa è andata a buon fine: il libro alla fine è andato in stampa, così abbiamo potuto dare alla vedova di Albert Manser, nel frattempo scomparso, la lieta notizia della pubblicazione di un suo libro in una lingua asiatica:

Cara signora Manser,

è un grande onore per la nostra casa editrice presentare l’edizione in farsi di “Piccolo Albert”.

Spero che le piaccia. Sappiamo che la qualità delle immagini non è buona come l’originale. Non abbiamo ricevuto niente dalla Svizzera, così abbiamo passato i libri allo scanner. La qualità della stampa in Iran è un po’ diversa.

Detto questo, la qualità di questo libro è migliore del 90% dei libri per bambini stampati in Iran.

Qualcosa che potrebbe farle ancor più piacere è che molte copie dell’edizione in farsi di “Piccolo Albert” sono state donate ai bambini piccoli, alle organizzazione non governative e alle scuole dei quartieri poveri.

 

Queste due lettere che ho trascritto vi testimoniano una parte rilevante della nostra vita quotidiana, le occasioni che si perdono, la fatica di andare oltre i pregiudizi.

Due anni dopo, un mio libro titolato “Madame cornacchia” è stato stampato in lingua italiana.

Babak Saberi

 

 

Lettere dal fronte interno

Dialogo a distanza con l’Iran
Ogni sera, prima dello spettacolo, verrà letta una lettera scritta da una personalità iraniana o da un rappresentante del mondo civile e indirizzata a un bolognese. E’ l’occasione per creare un ideale ponte tra l’Iran e Bologna, attraverso racconti dall’interno, in prima persona.
IL TITOLO DI QUESTA SEZIONE DEL FESTIVAL È MUTUATO DA UN LIBRO DI RACCONTI IN MUSICA DI STEFANO TASSINARI, A CUI QUESTO PROGETTO È IDEALMENTE DEDICATO.

 

ingresso gratuito

 

 

 

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