Via Emilia Ponente, 485
40132 Bologna (IT)
(+39) 051 566 330
urp@teatridivita.it

Da casalinga a casalinga

una lettera di Katayoun Feyz
letta da Barbara Bisiach

 

 

 

Scrivo questa lettera per te, amica mia, anche se non so in quale parte dell’Italia abiti, non conosco le tue caratteristiche e non conosco nemmeno le tue condizioni di vita.

Cara amica, questa lettera che stai leggendo arriva da una terra antica e meravigliosa. In questa terra abitano donne splendide. Molte di loro sono attive nel paese in ambito sociale. Ma alla fine il “valore della casa” per tutte quante ha il primo posto nella loro vita e dopo i loro ruoli nella società; anche se riescono brillantemente a occuparsi di entrami i compiti.

Cara amica, essere casalinga in Iran, malgrado altri lavori, non ha nessun previlegio: nessuno stipendio, nessun orario preciso di lavoro, niente ferie, niente salari, nemmeno disoccupazione… vale a dire che finché sei viva questo lavoro resterà con te, e più vai avanti più le responsabilità di questo lavoro aumentano.

Queste responsabilità quotidiane possono essere noiose e faticose: occuparsi di tutte le faccende della casa come pulire, lavare, cucinare, e occuparsi dei bambini che è il compito più importante. Questo è solo un breve elenco di ciò che fanno le casalinghe come me nel mio paese.

Mia cara amica sconosciuta, anche io come le altre casalinghe nel mio paese non ho niente da fare oltre a quello. Passo tutto il mio tempo a casa e mi impegno tanto per creare un’atmosfera tranquilla e rilassata per tutti i membri della mia famiglia. Sono passati finora 32 anni di vita matrimoniale e ho due figli, e in tutti questi anni mi sono impegnata per dar loro soddisfazione e tranquillità, e per creare un’atmosfera agevole.

Anche se creare un’atmosfera soddisfacente per tutti i membri della famiglia non è un lavoro facile. Non è facile tenere contenti e felici nello stesso tempo tutti quanti. Ma sono convinta che per creare questa sensazione di pace in famiglia c’è il bisogno di tanto sacrificio.

Anche io mi sono sacrificata e limitata tante volte. A volte mi stanco tanto di questa quotidianità e mi domando: allora cosa sarà di me? Dov’è il mio posto in questa vita? Io ho un posto in questa vita? Anch’io non dovrei essere soddisfatta di tutto ciò? Lo sono? Davvero sono soddisfatta? Sono felice? Qualcuno mi vede?

Non lo so, forse sono diventata come un’abitudine per la famiglia; un’abitudine che ci deve essere e il cui compito è occuparsi del marito, dei figli e della casa. Un’abitudine che è quella di cercare sempre la soddisfazione, la tranquillità e la pace per tutta la famiglia. Sommersa in tutta questa quotidianità, mi sono dimenticata di me stessa. Sono diventata come un robot a cui vengono inseriti determinati ordini e che è costretto a realizzarli. Ed io, senza dire né A né B, faccio quello che devo fare.

Cara mia amica, in fondo a tutta questa stanchezza, a tutta questa salita e discesa, rimane soltanto una energia che fa sì che io dimentichi tutto… e quella energia non è nient’altro che l’amore che provo per la mia casa e per la mia famiglia. Con ogni loro sorriso, successo e soddisfazione sono così felice che dimentico tutta la fatica e la stanchezza di questa vita.

Non so cara amica com’è la tua situazione in Italia. Ma so benissimo che l’amore che c’è in tutte le donne al mondo, nonostante le differenze culturali e geografiche, è la stessa. L’amore che proviamo per la casa e la famiglia ha lo stesso colore. Questo amore rende facili tutte le difficoltà, e fa cambiare le disperazioni in speranze poiché possiamo continuare ad andare avanti.

Spero di riuscire a conoscerti da vicino.

Katayoun Feyz

 

Lettere dal fronte interno

Dialogo a distanza con l’Iran
Ogni sera, prima dello spettacolo, verrà letta una lettera scritta da una personalità iraniana o da un rappresentante del mondo civile e indirizzata a un bolognese. E’ l’occasione per creare un ideale ponte tra l’Iran e Bologna, attraverso racconti dall’interno, in prima persona.
IL TITOLO DI QUESTA SEZIONE DEL FESTIVAL È MUTUATO DA UN LIBRO DI RACCONTI IN MUSICA DI STEFANO TASSINARI, A CUI QUESTO PROGETTO È IDEALMENTE DEDICATO.

 

ingresso gratuito

 

 

 

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close