sabato 28 luglio – ore 21.00

Lettere dal fronte interno

11 – da studente a studente



 

Ogni sera il festival sarà aperto dalla lettura di una lettera in arrivo dalla Grecia. Il nostro modo di fare teatro di reportage.
Abbiamo provocato una corrispondenza tra una persona di nazionalità greca e una persona di nazionalità italiana, omologhe per professioni e interessi. Il concittadino italiano leggerà al pubblico ciò che la lettera del suo omologo greco racconta.
Un modo per scoprire, senza filtri, con l’umanità della scrittura, ciò che accade là, dove ci si vede da lontano.

Il titolo di questa sezione del festival, realizzata con la collaborazione di Margherita Dean, è mutuato da un libro di racconti in musica di Stefano Tassinari, scrittore prematuramente scomparso, a cui questo progetto è dedicato.
 
 
UNDICESIMA LETTERA: DA STUDENTE A STUDENTE

Aureliano Delisi, studente liceale, legge la lettera di Ghiannos Levisianos, studente liceale.

 

 

LA LETTERA DI GHIANNOS LEVISIANOS

La Grecia negli ultimi due anni sta vivendo un’incredibile avventura. Nel maggio 2010 il Parlamento greco ha approvato il memorandum contenente misure di austerità fiscale decise dal governo, dalla Commissione europea, dalla Banca centrale europea e dal Fondo monetario internazionale. Da quel giorno è iniziato un inedito terrorismo nei confronti del popolo greco riguardo ad una sua prossima bancarotta, per un’uscita dall’euro e dall’Unione europea e che non ci sarebbe stato più nulla da mangiare. Tutto questo però è infondato e di questo si accorge la società.
I senzatetto di Atene hanno raggiunto le 30.000 unità. La disoccupazione in molte parti del paese raggiunge il 30%, mentre più della metà dei giovani sono disoccupati. Naturalmente dietro questi numeri si nascondono persone, persone infelici che non sperano in niente e in nessuno, che si sentono un peso per la società. Naturalmente il Memorandum non influenza solo loro. La stragrande maggioranza dei lavoratori ha subìto tagli profondi dei salari, mentre una percentuale significativa, soprattutto fra i giovani lavoratori, lavora senza contributi con uno stipendio vicino al sussidio di disoccupazione.
Possiamo dire chiaramente che in Grecia il lavoro è di regime medievale. Datori di lavoro possono costringere i lavoratori a firmare contratti individuali di lavoro con una retribuzione ridotta senza che i lavoratori possano reagire. Possono anche licenziare i lavoratori con una minima buona uscita e con un minimo sussidio di disoccupazione. Esempio di lotta per il mantenimento dei diritti è la battaglia dei lavoratori nello stabilimento dell’industria siderurgica greca che sono in sciopero da circa 9 mesi, in risposta ai licenziamenti dei colleghi.
Naturalmente, non sono gli unici che lottano. Sicuramente avrete visto le immagini dei grandi scioperi e gli scontri nella piazza Syntagma. Da maggio 2010 sono stati effettuati circa 20 scioperi generali. Molti di essi hanno ottenuto grandissima partecipazione e anche per questo motivo hanno stigmatizzato l’infiltrazione di uomini mascherati che nulla hanno che fare con i manifestanti. Nel maggio 2010, durante i giorni di attuazione del memorandum, ha avuto luogo nelle strade di Atene, la prima importante manifestazione dopo tanti anni, che è stata segnata da una banca bruciata e dalla tragica morte di 3 impiegati.
La scorsa estate il movimento delle piazze in Grecia è culminato in una 48 ore di sciopero generale e nella concentrazione di piazza Syntagma. Il secondo giorno il terrorismo di stato ha superato ogni limite. Centinaia di manifestanti sono stati feriti. Migliaia di tonnellate di prodotti chimici e le incursioni della polizia nelle stazioni della metropolitana e nei negozi hanno creato un’atmosfera esplosiva. Un clima simile si è verificato anche nel febbraio 2012, durante l’approvazione del secondo Memorandum con feriti e scontri in tutto il centro della città. I manifestanti però non si sono arresi e sono rimasti nelle strade per diverse ore.
Un altro grande capitolo della società greca è l’istruzione. I problemi sono enormi e senza soluzioni. L’anno scolastico è cominciato senza libri nelle scuole perché il Memorandum ha abolito l’organismo per la stampa dei libri scolastici. Abbiamo avuto i libri poco prima di Natale. Naturalmente ci sono molte carenze di docenti, con la conseguenza che nelle prime settimane dell’anno il programma settimanale non superava le 4 ore. Durante le giornate fredde dell’inverno molte scuole, soprattutto nella Grecia settentrionale, hanno avuto problemi di riscaldamento non avendo i soldi per il combustibile.
Come ogni anno, l’anno scolastico si è concluso con lo svolgimento degli esami d’ammissione per l’Università. Si tratta di un istituto ritenuto gratuito, ma che comporta una spesa importante per il bilancio familiare, al fine di preparare gli studenti con le lezioni private per avere una migliore possibilità di successo. Quest’anno, durante questi test, in molti casi gli argomenti sui quali sono stati esaminati i candidati erano molto difficili ed esulavano dalle materie insegnate, cosa che ha messo in difficoltà gran parte degli studenti.
Anche la comunità studentesca ha affrontato molti problemi. Nel mese di agosto 2011 il Parlamento greco ha approvato una legge sull’istruzione superiore, che colpisce non solo gli interessi degli studenti e degli insegnanti, ma anche quelli dell’intera società. Questa legge, che riduce i finanziamenti per le università, demolisce la natura scientifica e di ricerca dell’Università e la rende strumento nelle mani di pochi interessi commerciali, lontano dalle vere esigenze della società. Dopo mesi di lotte da parte di studenti e professori, la legge in pratica viene ignorata.
Enormi problemi affronta pure il sistema sanitario. Molti ospedali chiudono, altri a malapena funzionano a causa della mancanza di personale medico ed infermieristico e l’impossibilità di acquistare le medicine necessarie e le attrezzature mediche. Gli inadeguati finanziamenti degli ospedali dal bilancio dello Stato, l’inserimento di tagli drastici di posti di lavoro hanno creato un paesaggio terrificante nel campo della sanità pubblica. Inoltre l’istituzione di un unico ente previdenziale sanitario, senza il necessario sostegno finanziario e strutturale, ha causato enormi problemi: gli assistiti, altamente vulnerabili (anziani e malati cronici), non possono ottenere le loro medicine.
Ma la crisi ha alcune implicazioni molto oscure e di tipo sociale. La società greca sta vivendo l’ascesa del regime nazista di Alba Dorata, che ha vinto diversi seggi nel parlamento greco. Questa organizzazione, che fino a pochi mesi fa aveva poche centinaia di elettori in Grecia, è come nessun altro partito di estrema destra in Europa. Nelle serate organizza ondate contro i migranti in aree del centro di Atene, dove vive questa grande popolazione, ma anche in tutta la periferia. Molti membri di questa organizzazione sono stati condannati in passato o sono in corso contro di loro procedimenti relativi a reati penali, principalmente per tentato omicidio. I membri dell’organizzazione scrivono articoli a favore della letteratura del Terzo Reich di Hitler e non riconoscono l’Olocausto degli ebrei. Le loro idee sono così intolleranti che attaccano chiunque abbia un parere diverso dal loro. Recentemente, un portavoce dell’organizzazione ha attaccato durante un tall show televisivo 2 donne parlamentari della sinistra, addirittura con pugni verso una di loro. Poi è fuggito minacciando e si è nascosto per due giorni al fine di sfuggire all’arresto in flagranza.
Naturalmente questo è solo un aspetto e non può descrivere bene la situazione tragica della comunità. E’ estremamente deprimente vedere, camminando per le strade, i senzatetto che cercano nella spazzatura per trovare da mangiare, negli occhi della gente manca ogni speranza. E’ straziante accettare il fatto che ogni tanto devi salutare amici che si recano all’estero alla ricerca di una migliore fortuna. E’ inaccettabile accettare che i tuoi compagni a scuola svengano dalla fame. La gente ha paura. O piuttosto la spaventano. Terrorismo in continuazione e da molte fonti: TV, stampa, partiti politici costantemente seminano paura in ogni direzione.
Nei primi tempi, con questa logica della paura sono riusciti a paralizzare gran parte della gente. Ma questo ha cominciato a cambiare quando la speranza è nata la scorsa estate in tutte le piazze della Grecia. Allora la realtà ed i veri valori hanno rimpiazzato gli ideali persi durante il periodo della frenetica crescita e dello “life style”. I cittadini si sono ricordati di che cosa è la solidarietà, l’auto-organizzazione, la cooperazione. Ancora una volta hanno cominciato a discutere di politica, fare riunioni, far valere i propri diritti. E questa meravigliosa ondata di rinascita si sta diffondendo in tutto il paese. Attualmente in Grecia ci sono migliaia di progetti di solidarietà sociale con lo scambio di beni fra persone ed un migliore utilizzo e riciclaggio tra i loro membri.
Certamente ci sono anche iniziative più originali come le case comuni in provincia, sulla base di auto-organizzazione e contributi reciproci dei partecipanti, al fine di migliorare la loro vita. Nelle città le cose sono ancora in una fase iniziale. Ciò che conta è la sopravvivenza delle persone e per questo motivo si organizzano in diversi collettivi del quartiere cucine che distribuiscono cibo ai senzatetto, disoccupati e persone in difficoltà. Queste cucine collettive sono davvero un grande successo e hanno un grande impatto nei quartieri.
In città si organizzano eventi culturali progettati per sollevare il livello emotivo delle persone stanche della crisi. Gruppi di percussionisti, compagnie teatrali, ballerini, artisti di strada in realtà “occupano” le piazze e le strade della città. Loro obiettivo è quello di dare un tono di gioia all’opaco paesaggio urbano e sensibilizzare le persone su temi di carattere politico sociale.
Non sappiamo dove ci porta questa avventura nella quale siamo entrati. Ma una cosa è certa: ha grande interesse. Abbiamo visto e sentito cose che normalmente non avremmo potuto nemmeno immaginare. Sentiamo emozioni uniche.
Non so qual è il mio futuro. Non so dove mi troverò e quali priorità avrò. Non so se potrò realizzare i miei sogni. So però quello che voglio: voglio vivere con dignità e con la testa alta!!!! Siamo tutti greci! Siamo tutti italiani! Siamo i popoli e vinceremo!

Ghiannos Levisianos