domenica 29 luglio – ore 21.00

Lettere dal fronte interno

12 – da ricercatore a ricercatore

 

Ogni sera il festival sarà aperto dalla lettura di una lettera in arrivo dalla Grecia. Il nostro modo di fare teatro di reportage.
Abbiamo provocato una corrispondenza tra una persona di nazionalità greca e una persona di nazionalità italiana, omologhe per professioni e interessi. Il concittadino italiano leggerà al pubblico ciò che la lettera del suo omologo greco racconta.
Un modo per scoprire, senza filtri, con l’umanità della scrittura, ciò che accade là, dove ci si vede da lontano.

Il titolo di questa sezione del festival, realizzata con la collaborazione di Margherita Dean, è mutuato da un libro di racconti in musica di Stefano Tassinari, scrittore prematuramente scomparso, a cui questo progetto è dedicato.

 
 
DODICESIMA LETTERA: DA RICERCATORE A RICERCATORE

Daniela Francia, ricercatore e docente di Disegno e metodi dell’ingegneria industriale, legge la lettera di George Fanourakis, direttore di ricerca dell’Istituto di fisica nucleare Centro Nazionale “Demokritos” di Atene.

 

LA LETTERA DI GEORGE FANOURAKIS

Cara Daniela,

l’Istituto di Fisica nucleare e delle Particelle è, attualmente, uno dei cinque Istituti del Centro Nazionale per la Ricerca Scientifica “Demokritos”, dedicato principalmente alla ricerca di base in Fisica ad Alta e Bassa Energia (vale a dire fisica nucleare e delle particelle), ma che contribuisce anche alla Scienza dei Materiali e alle applicazioni strumentali per il rilevamento delle radiazioni tramite l’acceleratore Tandem 5MV con cui lavoriamo e i nostri laboratori di strumentazione specializzata. Io appartengo al gruppo di Fisica delle Particelle e attualmente siamo fortemente coinvolti negli esperimenti con il CERN, come l’esperimento CMS nel Large Hadron Collider e l’esperimento con l’elioscopio CAST alla ricerca di assioni di materia oscura provenienti dal nucleo del sole. Gran parte del nostro gruppo si occupa anche della progettazione e pianificazione dell’esperimento KM3 (chilometro cubo), da relaizzare in profondità a –4000 metri, in qualche parte del Mediterraneo, per cercare neutrini ad alta energia provenienti da sorgenti extragalattiche.
La ricerca scientifica, e in particolare la ricerca nella scienza di base – che è la ricerca senza alcuna prospettiva di immediata applicazione industriale o di altro tipo – non è mai stata sostenuta nella Grecia moderna. Questo è, apparentemente, un ossimoro. Il luogo di nascita della scienza di base non sostiene la ricerca nella scienza di base! Questa non è una carenza dei greci moderni. E’ una carenza dei nostri politici. E questo è un altro ossimoro! I discendenti di Clistene e Pericle non capiscono che il presente e il futuro di una nazione si basa sulla qualità della ricerca scientifica. Ancora peggio, non c’è mai stato nessun piano a lungo termine per la ricerca e lo sviluppo. Non c’è una figura governativa che si occupi della politica scientifica o di finanziare la ricerca scientifica in ogni campo. Non c’è né un “Istituto Nazionale di Fisica Nucleare” in Grecia, come è in Italia, né gli organismi governativi sostengono la ricerca in altre scienze di base o applicate e spesso il finanziamento di un progetto scientifico, purtroppo, si basa sulle relazioni che il ricercatore principale ha con il governo!
La situazione è migliorata considerevolmente con la formazione dell’Unione europea e la sua politica a sostegno della ricerca scientifica. Gli scienziati greci ora possono competere insieme ai loro colleghi europei per ottenere fondi per i loro progetti scientifici. Nonostante una forte preferenza per il sostegno alla ricerca applicata e per i gruppi scientifici che hanno stretto rapporti con l’industria, c’è qualche spazio per sostenere la scienza di base in Europa. Inoltre, al governo greco è stato chiesto di indire bandi nel campo della ricerca scientifica, anche se questo è accaduto solo due volte negli ultimi 12 anni! Alcuni fondi minimi per le infrastrutture sono stati forniti anche agli istituti di ricerca due volte nello stesso periodo di tempo. C’è stata una proposta, circa quattro anni fa, per fissare che venisse indetto un bando una volta ogni due anni, ma la situazione dell’economia greca e i conseguenti obblighi di austerità e i fallimenti dei governi recenti hanno reso tutto questo piuttosto difficile. In definitiva, è rimasta la decisione di non stabilire un’appropriata struttura governativa per gestire questioni di politica scientifica e di sviluppo, nonostante le proteste della comunità scientifica.
Vi chiederete: Come può un gruppo che studia Fisica nucleare e delle particelle funzionare correttamente prima e dopo la crisi? E’ sorprendente che anche in queste circostanze di ricerca scientifica sottofinanziata alcuni gruppi di greci abbiano avuto contributi scientifici rispettabili in questi campi. E’ una fortuna che gli esperimenti del CERN si trovino ora nella fase di recupero ed analisi dei dati, un processo meno costoso per gli sperimentatori che devono progettare e costruire un nuovo apparato scientifico. Ora, abbiamo solo bisogno di fondi per aiutarli ad eseguire gli esperimenti e per partecipare alle riunioni per presentare e discutere i nostri risultati. Con l’intensificazione delle misure di austerità imposte alla Grecia dalla troika del Fondo monetario internazionale, ora siamo in uno stato molto difficile. I finanziamenti disponibili da parte del governo greco per i centri di ricerca è stato tagliato negli ultimi 3 anni del 35-40%. Gli stipendi dei ricercatori, già bassi per gli standard europei, sono stati tagliati per un totale del 30% o più. La situazione al nostro Centro di Ricerca “Demokritos” in questi giorni è che i fondi sono disponibili solo per gli stipendi degli scienziati e per il personale di supporto. Non abbiamo i mezzi per pagare le bollette (elettricità, telefoni, acqua, riscaldamento, ecc) e noi siamo chiamati a coprire queste spese con una parte dei fondi europei ottenuti per i progetti di ricerca. Ma questi fondi non sono sufficienti oggi per coprire queste spese e siamo spinti in una situazione sempre peggiore.
E’ ovvio per me che l’imposizione di misure di austerità per la ricerca scientifica stia riducendo la prospettiva di sviluppo di un paese e peggiori la sua capacità di uscire dalla crisi economica. I centri di ricerca scientifica ovunque nel mondo rappresentano una forza trainante per lo sviluppo economico, attraverso la fornitura di nuovi strumenti e prodotti per il settore industriale. Questo fatto da solo dovrebbe prevenire qualsiasi burocrate anche solo dal pensare di tagliare i fondi di ricerca con lo scopo di ridurre la spesa dello Stato. Invece quei burocrati dovrebbero potenziare il sostegno governativo ai gruppi di ricerca con le aspettative di benefici a breve termine, che faciliteranno il recupero. C’è l’ottimo esempio della Finlandia, che ha deciso di spendere di più per la ricerca scientifica ed è rapidamente rientrata dalla sua crisi economica, negli anni ’90, divenendo un’economia dell’alta tecnologia.
Una seconda grave conseguenza dei tagli al finanziamento per la ricerca scientifica è che la nostra capacità di supportare e formare giovani scienziati sta diminuendo. Ciò avrà un impatto sulla qualità della formazione di giovani ricercatori ed inoltre porterà ad una fuga di cervelli, delle menti capaci fresche della Grecia. Ciò costituisce una pratica molto negativa e può influire sulla qualità della vita e il futuro di ogni paese. Nel nostro gruppo cerchiamo di minimizzare gli effetti dei tagli di finanziamento per l’educazione e la formazione dei nostri giovani scienziati, utilizzando i fondi disponibili provenienti da progetti europei per la loro partecipazione all’operazione degli esperimenti al CERN, riducendo la nostra presenza tra il personale, già minima.
Concludendo, mi rammarico per l’assenza di politici intelligenti e perspicaci in Grecia, che non apprezzano il potere della ricerca scientifica, che non hanno fatto nulla per scongiurare la crisi attuale e per le misure da essi adottate per ottenere un recupero che finora hanno finito solo per peggiorare le cose. Spero anche che nessun altro paese europeo debba intraprendere tali misure di austerità e vedere tali alterazioni della qualità della vita dei suoi abitanti a causa dei giochi finanziari degli economisti mondiali e l’incompetenza dei politici!

Mando i miei migliori saluti ai cittadini di Bologna!
Dr. George Fanourakis