venerdì 27 luglio – ore 21.00

Lettere dal fronte interno

10 – da architetto a architetto

 

Ogni sera il festival sarà aperto dalla lettura di una lettera in arrivo dalla Grecia. Il nostro modo di fare teatro di reportage.
Abbiamo provocato una corrispondenza tra una persona di nazionalità greca e una persona di nazionalità italiana, omologhe per professioni e interessi. Il concittadino italiano leggerà al pubblico ciò che la lettera del suo omologo greco racconta.
Un modo per scoprire, senza filtri, con l’umanità della scrittura, ciò che accade là, dove ci si vede da lontano.

Il titolo di questa sezione del festival, realizzata con la collaborazione di Margherita Dean, è mutuato da un libro di racconti in musica di Stefano Tassinari, scrittore prematuramente scomparso, a cui questo progetto è dedicato.
 
 
DECIMA LETTERA: DA ARCHITETTO A ARCHITETTO

Mario Cucinella, architetto, legge la lettera di Michael Photiadis, architetto.

 

LA LETTERA DI MICHAEL PHOTIADIS

Il fronte interno greco
Una lettera di architetti

Tra le divinità minori della mitologia greca c’era la gentile Europa, sdraiata sul suo benevolo toro. Il conio dell’antica dracma (come le storiche lira, peso o escudo) è stato cambiato con l’unificante “euro” europeo, sogno della grande personalità di Jean Monet e base finanziaria dell’Europa unita.
La mia “Lettera dal fronte interno greco” ha bisogno di poche note storiche per i vicini italiani, che il direttore Andrea Adriatico e l’architetto Mario Cucinella comprenderanno.
La popolazione greca è passata attraverso periodi di guerra e di pace. Il Partenone fu costruito dopo la bancarotta ateniese di Pericle nel quinto secolo avanti Cristo. L’opulenta Bisanzio andò in bancarotta dopo gli attacchi dei “serial killer” delle crociate degli europei occidentali che, a partire dal XIII° secolo, distrussero e depredarono Costantinopoli, orgogliosi dei cavalli di bronzo da esibire a San Marco a Venezia. Solo Papa Giovanni Paolo II (il papa polacco) si inginocchiò in Vaticano, chiedendo il perdono per le crociate medievali. Dopo quattro secoli di conquista ottomana (l’Impero turco islamico), la Grecia, isolata dal Rinascimento, trovò la liberazione negli anni ’30 dell’800.
Dentro l’Eurozona, la Grecia è stata la prima a tremare per il temuto default. Si trattava di un tumore maligno da tagliare via, era il segnale di difficoltà del Sud o era la decadenza della finanza europea?
La combinazione delle parole “Grecia” ed “Exit” (che indica la possibile uscita dall’euro) forma la parola “Grexit”. Alle nostre elezioni del 17 giugno il nostro popolo ha scelto di restare nell’Eurozona, piuttosto che essere un saggio poveraccio con la dracma. La Grexit (l’uscita della Grecia dall’euro) è stata evitata ma chi sa dire qualcosa del futuro di Spaxit (Spagna), di Ixit (Italia) o di altri membri?
Sull’orlo di una crisi economica mondiale, più mortale di quella del 1929, come possiamo affrontare un’architettura creativa? Le necessità primordiali di fame e malattia, la dipendenza da droghe, la corruzione sociale e gli attacchi terroristici formano l’infrastruttura della crisi.
Problemi apocalittici hanno bisogno di essere risolti prima di dare forma a una urbanità in pace con il nuovo ambiente che i tecnocrati cercano di ricreare.
Le forze territoriali degli agricoltori e i sindacati dei lavoratori hanno ottenuto diritti senza responsabilità. Gli stipendi minimi orari sono cresciuti e così anche le pensioni. La burocrazia è aumentata così come gli attuali formicai dell’Unione Europea, che ora hanno costruito un palazzo blindato della NATO a Bruxelles contro un nemico che nessuno ha conosciuto.
Turismo e Cultura sono la nostra unica industria redditizia, che richiede stabilità: niente scioperi o sregolate manifestazioni di piazza. Atene svetta con i suoi monumenti unici e, da tre anni, con lo splendente Nuovo Museo dell’Acropoli (un nostro premio internazionale in associazione con Bernard Tschumi). Folle di turisti vengono condotte alle coste assolate, in concorrenza con altri vicini mediterranei.
E’ difficile spiegare ad un popolo fiero che noi non siamo destinati ad essere “i camerieri dell’Europa”, perché siamo invece noi stessi “ospiti dell’Europa”. L’ospitalità, il nostro antico e innato diritto di nascita, cresciuto con un cuore aperto al “benvenuto”, sembra essersi perduta sotto la pressione turistica in alta stagione. Ad Atene 21 grandi hotel da 4 e 5 stelle hanno chiuso.
Tuttavia, la Grecia ha la Marina Mercantile più grande del mondo. Questo gruppo di imprenditori marittimi molto greci e al tempo stesso molto internazionali è senza patria. Se le tasse crescono oltre le loro aspettative, loro si trasferiscono altrove (dalla City di Londra a Ginevra in Svizzera). La Grecia è un paese non produttivo. La disoccupazione è cresciuta del 22%, ma tra i giovani laureati è al 50%.
La nostra statistica nazionale considera la nostra produzione edilizia diminuita del 50,3%, comparata con il successo delle Olimpiadi del 2004. Si stabilizzerà nel 2012 al 54,5% per edifici pubblici e privati. Un posto su tre della forza lavoro nell’edilizia rimane vuoto. Disegnatori e ingegneri nel 2011 hanno ridotto i progetti pubblici del 9,8% e quelli privati del 27,3%.
Nel 2012 saranno costruiti 4,25 milioni di metri cubi contro i 9,02 milioni del 1995. Non c’è speranza per un turn-over della disoccupazione e relative strutture metalliche, carpenteria, lavori di installazione, trasporto di materiale, eccetera. Il crollo delle abitazioni ributta al largo la mentalità psicologica della costruzione.
La produttività della costruzione di edifici ha raggiunto nel 2000 la più alta ratio di 8,3%. Nel 2007 è crollata al 6,5% e nel 2011 è diventata 3,8%.
I grandi progetti attendono nuove commissioni. La fondazione dell’armatore Niarchos inizia la realizzazione di una donazione disegnata dall’architetto Renzo Piano: è il nuovo Teatro dell’Opera e la nuova Biblioteca Nazionale, che aprono la città al mare. La fondazione Onassis (oppositori vendicativi sin da quando il Maestro era vivo) hanno pensato due anni dopo di fare una donazione vistosa e stridula (a mio avviso, fuori luogo) per una “gara solo (?!) europea” per trasformare Panepistimiou street, uno dei tre boulevard centrali paralleli, in un asse pedonale. La parallela Stadiou street, rimessa a nuovo, ha più del 40% di vetrine di negozi tirate giù.
Panepistimiou collega piazza Syntagma (la Casa del Parlamento e il cuore degli affari) con piazza Omonia, altrettanto storica come il popolare, turbolento centro di piccoli commerci, gruppi di emigranti, prostitute e droga. La droga avvelena l’asse della vicina Patission street con il necessariamente solenne Museo Archeologico Nazionale.
Alla convention degli architetti greci dell’ultimo anno, ho ufficialmente proposto una gara internazionale, tracciando i limiti di una necessaria espansione sotterranea attorno all’edificio neoclassico esistente, aggiungendo uno spazio espositivo dieci volte più grande sotto un parco alberato. L’idea visionaria è stata accettata con entusiasmo. Perché non è stata scelta dalla Fondazione Onassis, per disprezzo del potere dell’Istituto di Architettura? La pedonalizzazione di Panepistimiou street è stata proposta debolmente quando le condizioni del traffico dieci anni fa erano in crescita enorme, prima del disegno della nuova metropolitana e dell’autostrada Attica. Se viene realizzata ora, con i lati della strada spogli di attività pubblica e istituzionale, ci si può solo aspettare che diventi parte della corrosione della droga. E’ strano il silenzio delle autorità municipali, senza senso della gerarchia dei bisogni della città, schiacciati sotto bandiere di vanità e presunzione.
I progetti dell’ufficio di architettura sono a un così basso numero che i disegnatori sono tristemente allontanati. La nostra impresa sta portando a termine in Attica un progetto abitativo di 35 unità metodicamente disegnate, con vedute di montagne ondulate tra grandi pini, che devono essere affittate o usate dai proprietari, visto che non esiste un interesse all’acquisto. Fortunatamente esistono collezionisti attenti ai dettagli altamente contemporanei.
Un centro sciistico-resort montano a Borovets, Bulgaria, è stata una commissione di successo da parte di un agente immobiliare greco, che è proceduta in modo inventivo insieme a Sergios, il mio secondo figlio, designer industriale.
Un altro entusiasmante progetto privato è atteso nel grande Attica Zoo: l’Acquario di Okeanopolis a Spata, in Attica. La commissione della gara a inviti è stata vinta dal progetto di Philippos, il mio primo figlio, architetto. Sono stati acquisiti permessi ambientali per un complesso di 30 vasche per pesci e pendii ausiliari sulle vasche di pinguini e foche. Un progetto di speranza, per il quale vale veramente la pena aspettare!