giovedì 26 luglio – ore 20.00

L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi

di Copi

uno spettacolo di andrea adriatico per teatri di vita

con anna amadori, olga durano, eva robin’s

maurizio patella, saverio peschechera, alberto sarti

cura saverio peschechera, daniela cotti; scenotecnica e luci carlo quartararo; sarta valentina sanna; scene e costumi andrea cinelli; organizzazione monica nicoli

grazie a stefano casi

a alfredo ormanno

 

in programma nei giorni: 12, 13, 14, 15, 19, 20, 21, 22, 26, 27, 28, 29 luglio

ATTENZIONE: POSTI LIMITATI



prima nazionale

 

In Cina! In Cina! In Cina! Sembrano lontane parenti delle tre sorelle di Cechov… Eppure sono tre decadenti e decadute gran signore (o signori?) autoesiliate in una Siberia da cui non riescono a uscire, assediate da lupi affamati… Sono Irina, la Madre e la signora Garbo, tutte in corsa verso qualcosa, in un caleidoscopico delirio camp.

L’omosessuale o la difficoltà di esprimersi è uno dei testi più travolgenti di Copi, drammaturgo franco-argentino morto di aids dopo aver lasciato una serie di opere, disegni e fumetti di grande spessore.
La commedia è un inesauribile accavallarsi di colpi di scena che ogni volta modifica completamente ogni riferimento, a cominciare da quello sessuale. E’ il trionfo del delirio transgender e psichedelico, che esplode in una graffiante comicità. Si ride di cose atroci, mentre il mondo va alla deriva, rappresentato com’è in quella capanna nella steppa che assomiglia sempre più al nostro universo scardinato.

La strampalata storia di Irina e di una sua improbabile Madre, sempre in procinto di partire per un altrove che non esiste mentre, ricevono la visita di personaggi senza un’identità e un sesso definitivi.
Una cavalcata nella più sfrenata fantasia per descrivere con il sorriso l’umanità lacerata dei nostri tempi, dove “la difficoltà di esprimersi” ha l’immagine atroce delle mutilazioni: fisiche, umane, sociali.

A riportare in scena l’opera di Copi è Andrea Adriatico, regista di cinema e di teatro (si ricordano i recenti The Sunset Limited di Cormac McCarthy e Biglietti da camere separate di Pier Vittorio Tondelli), che torna alla fantasmagorica scrittura dello scrittore e fumettista franco-argentino, morto di Aids nel 1987, dopo aver diretto negli anni passati Il frigo e Le quattro gemelle.

In scena, sorprendenti e irresistibili, ecco Eva Robin’s, reduce da una carrellata di frizzanti personaggi teatrali (nel Frigo di Copi diretto da Adriatico, appunto, e in molti altri lavori, tra cui Otto donne e un mistero e Tutto su mia madre); Olga Durano, che oltre ad essere una delle più garbate e curiose attrici della sua generazione (diretta tra l’altro da Adriatico nelle Cognate), è anche la figlia di Giustino Durano che fu l’interprete della prima messa in scena italiana dell’ultimo Copi, quello di Una visita inopportuna; Anna Amadori, performer tra le più originali e versatili del panorama bolognese, attrice per diverse formazioni teatrali nazionali (tra l’altro è stata diretta da Adriatico nelle Cognate), autrice di numerosi spettacoli e co-fondatrice del Teatro Reon.