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Il pensiero

 

 

Per molti decenni l’Italia ha guardato alla Svezia e, più in generale, ai Paesi Scandinavi come a un mondo speciale, un’utopia futura e irraggiungibile, un eden seducente ma davvero fuori dalla nostra portata: un territorio socialmente e culturalmente avanzato, dove si viveva in armonia e libertà, capace di sfondare ogni limite per portare un po’ più in là i confini del possibile, dall’economia alla pedagogia, dal welfare all’ambiente, fino alla liberazione sessuale, particolarmente mitizzata nel nostro paese. Grandi paesaggi naturali, il premio Nobel, gli Abba, la libertà sessuale, e poi Volvo, Nokia, Lego, Ikea… ecco l’eden nordico in pillole, visto dal nostro Mediterraneo fino a poco tempo fa. Mentre continuano ad arrivare notizie sempre suggestive e per noi quasi incomprensibili: in Finlandia sta per nascere la scuola senza suddivisione in materie, in Svezia vengono smantellate le carceri per mancanza di detenuti…

Qualcosa cominciò a incrinarsi già negli anni ’80, quando il primo ministro socialdemocratico svedese Olof Palme fu misteriosamente ucciso mentre tornava a piedi verso casa dopo essere stato al cinema con la moglie: nel mondo leggendario della Scandinavia, il premier poteva camminare con la moglie senza scorta, come uno qualunque.
Oggi i paesi scandinavi mantengono tutto il loro fascino, ma mostrano anche un lato oscuro, e questa volta si parla di qualcosa che ha a che fare con le emergenze d’Europa. La crisi economica, la disoccupazione, ma soprattutto esplosivi fermenti sociali che spirano dalle periferie urbane e che parlano di razzismo e di xenofobia in paesi che sono tradizionalmente tra i più aperti e accoglienti d’Europa. Le stragi di Oslo e Utoya del 22 luglio 2011, che causarono 77 morti (tra cui 69 adolescenti), sono state causate da un cristiano estremista, anti-marxista, anti-islamico, anti-multiculturalista, sionista e massone: paradigma di una nuova estrema destra intollerante e criminale, che in queste terre di pace e tolleranza ha fatto ancora più scalpore.

Il Nord è ancora il paradiso del mondo, ma sta cambiando, e rischia di diventare un paradiso perduto.

 

Questo festival inizia il 22 luglio e termina il 2 agosto. Sono due date non casuali, rispettivamente l’anniversario della strage di Oslo e Utøya del 2011 e quello della strage alla stazione di Bologna del 1980. Due date che creano un collegamento ideale tra città vittime del terrorismo, che rispondono alla violenza con la cultura e gli ideali della solidarietà.

 

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