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Lettere dal fronte interno

 

GIOVEDI 23 LUGLIO, ore 21
da genitore gay a genitore gay

Sergio Lo Giudice legge Emmi Pihlajaniemi (Finlandia)

 

Emmi Pihlajaniemi è un’attivista per i diritti lgbt e presidente dell’associazione delle Famiglie Arcobaleno. E’ sposata con una compagna italiana ed è madre di tre bambini.

Sergio Lo Giudice è un attivista per i diritti lgbt, presidente onorario di Arcigay e senatore della Repubblica Italiana dal 2013. E’ sposato con il compagno a Oslo ed è padre di un bambino.

 

 

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lettera di Emmi Pihlajaniemi

 

Care Famiglie Arcobaleno in Italia,

nell’ottobre 2006 il parlamento finlandese ha votato riguardo a una nuova legge per la riproduzione assistita. Secondo la nuova proposta di legge, la tecnologia per la riproduzione assistita sarebbe stata disponibile d’ora in poi per tutti, a prescindere dallo stato coniugale. Quello è stato un giorno importante per me e la mia ragazza. Immediatamente, il giorno dopo, chiamammo una clinica del trattamento della fertilità nella nostra città, Helsinki, e prenotammo un appuntamento per una primissima consultazione. Ricordo ancora l’eccitazione… La nuova legge è stata molto a lungo un argomento caldissimo sui media all’epoca. Ricordo come seguivamo tutti i dibattiti sui media, spesso con uno strano sentimento: sembrava come improvvisamente ciascuno in Finlandia avesse un’opinione riguardo alle donne single e alle coppie femminili con bambini: e ciascuno era più che pronto a dichiararlo a gran voce. E come sapete, non è sempre facile continuare ad ascoltare quando gli altri parlano dei tuoi diritti, tutte le infinite discussioni e le differenti opinioni… quando tutto ciò che volevamo era avere un bambino!

Bene, il voto in parlamento andò bene, e alla fine, nel febbraio 2008, fummo felici di avere il nostro bambino. E poi un altro, e un altro ancora. Gli anni sono passati, sono diventata un’attivista, un’attivista delle Famiglie Arcobaleno. Se siete mai stati attivisti in un’organizzazione non governativa, sapete di cosa sto parlando: ero occupata con un fantastico miscuglio di incontri organizzativi e campeggi per le famiglie, rilasciando interviste e pianificando strategie politiche. In quegli anni, riuscimmo a godere di alcune importanti pietre miliari della storia dei diritti lgbt in Finlandia: nel 2009 divenne possibile per una coppia dello stesso sesso ottenere l’adozione del figlio da parte del secondo genitore, e nel 2014 l’iniziativa popolare per la Legge sul Matrimonio Egualitario fu finalmente approvata in parlamento.

Ma c’è ancora molto da fare. Nella mia organizzazione, Famiglie Arcobaleno in Finlandia, ci stiamo ora concentrando sui diritti delle famiglie con più di due genitori. In Finlandia è piuttosto comune per le persone lgbt creare una famiglia insieme con due o tre altri genitori. Specialmente per gli uomini questa è un’importante possibilità quando sono alla ricerca di strade per diventare genitori. E sfortunatamente la legislazione finlandese non riconosce ancora in alcun modo le famiglie con più di due genitori.

Per noi, è anche importante adesso combattere per migliorare i diritti genitoriali delle persone trans, e per rendere bene accetti i genitori trans all’interno della comunità delle Famiglie Arcobaleno.

In generale, un punto molto importante per noi adesso è riconoscere la diversità delle famiglie all’interno della nostra stessa comunità. Noi non siamo tutte uguali. E non siamo tutte felici. Per esempio, sempre più coppie lgbt con figli si separano e divorziano. Adesso nella nostra organizzazione, stiamo organizzando corsi per coppie per migliorare la loro relazione e per aiutarle ad affrontare tempi difficili. E se la separazione è già una realtà, organizziamo corsi per genitori separati per aiutarli a continuare il loro ruolo genitoriale nel miglior modo possibile, anche dopo la separazione.

Per me questo lavoro è molto importante. Per me le Famiglie Arcobaleno sono giusto come qualsiasi altra famiglia con bambini: non siamo peggio, ma non siamo neanche meglio. I nostri figli non sono perfetti: nessuno ha figli perfetti. Io penso che sia estremamente importante per noi capire che abbiamo gli stessi diritti di avere problemi come le altre famiglie. Solo in questo modo avremo l’aiuto di cui abbiamo bisogno, e quando ne abbiamo bisogno.

E com’è la mia famiglia, magari state pensando? Beh, noi stiamo abbastanza bene. La mia ragazza è adesso mia moglie. Ci siamo sposate in modo molto privato appena prima della nascita del nostro primo figlio. Lei è italiana, e stiamo parlando di organizzare una grande festa quando anche in Italia ci sarà finalmente il matrimonio egualitario. Noi viviamo in un sobborgo molto internazionale e colorato di Helsinki, dove la nostra famiglia non è affatto la più “diversa”. La vita quotidiana con tre piccoli, vivaci e rumorosi bambini è piuttosto agitata. Dovunque andiamo, veniamo notati! E credo che questa sia l’arma più forte contro la discriminazione: venire notati. Si deve semplicemente mostrare a chiunque che la nostra famiglia non solo esiste, ma anche merita la stessa attenzione di ogni altra famiglia.

C’è già una nuova generazione di genitori lgbt in Finlandia, coloro che sono diventati genitori dopo tutti questi importanti cambiamenti nella legislazione. Loro non sanno neanche che prima non c’era una legge per la riproduzione assistita o per l’adozione del secondo genitore. E questo è come dovrebbe essere! Le prossime generazioni dovrebbero essere libere di godere di tutti i diritti che appartengono loro: e continuare sempre a richiedere l’uguaglianza.

Auguro tutto il meglio alle Famiglie Arcobaleno italiane! Abbiate cura di voi stesse!

Un bacio [scritto in italiano]

Emmi Pihlajaniemi

 

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Spettacoli e altri appuntamenti del festival sono accompagnati dalle “Lettere dal fronte interno”. Ogni sera alle 21 “Cuore di Ghiaccio” accoglierà la lettura di una lettera in arrivo dalla Scandinavia, come già accaduto nelle ultime edizioni dedicate alla Grecia, alla Palestina e al Brasile (di cui si possono ancora leggere i brani nei rispettivi siti). Il nostro modo di fare teatro di reportage.
Abbiamo provocato una corrispondenza tra una persona scandinava e una persona italiana, omologhe per professioni o interessi. Il concittadino italiano leggerà al pubblico ciò che la lettera del suo omologo scandinavo racconta.
Un modo per scoprire, senza filtri, con l’umanità della scrittura, ciò che accade in Norvegia, Svezia, Danimarca o Finlandia.

Il titolo di questa sezione del festival è mutuato da un libro di racconti in musica di Stefano Tassinari, a cui questo progetto è idealmente dedicato.

 

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