Il pensiero

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Ma se parlo di Brasile, a cosa penso? Alle immagini colorate di Disco samba con chiappe al vento a Copacabana, ai fantasmagorici carri carnevaleschi, alle immagini cupe e sanguigne di favelas gravide di miseria e violenza… al calcio, ovviamente, tanto più in questo 2014…! Immagini stereotipate, che ci restituiscono un paese “di contrasti”, come si dice superficialmente. Come se bastassero i contrasti a descrivere un paese così particolare. Ma il fatto è un altro: il Brasile non è un paese. E’ un vero continente. E il Cuore di Brasile che vogliamo raccontare quest’estate non potrà che essere i tanti cuori del Brasile.

Perché il Brasile è sì samba e Copacabana, calcio e favelas, ma è anche tanto altro ancora: è la profonda Amazzonia in cui vengono perpetrati silenziosi genocidi antropologici; è il paesaggio immenso del Sertão che si staglia contro lo skyline di città create ex novo; è la profondità di una cultura che raccoglie i fili di culture ancestrali e inventa il nuovo con spregiudicatezza; è una politica che rimbalza tra gli eccessi: il golpe e la democrazia, l’uragano Lula; è l’invenzione di sguardi o mondi nuovi: l’architettura di Oscar Niemeyer, la pedagogia di Paulo Freire; è una creazione artistica fantasiosa e struggente, impegnata e intensa, che porta nella nostra memoria nomi leggendari (la letteratura di Gilberto Freyre o Jorge Amado, il cinema di Glauber Rocha, il teatro di Augusto Boal, la fotografia di Sebastião Salgado, e soprattutto la musica, quella di Gilberto Gil, Caetano Veloso, Vinicius de Moraes, per non dimenticare Villa-Lobos), ma che ribolle di decine, centinaia di esperienze artistiche e creative d’eccellenza.

Il teatro di reportage di Teatri di Vita approda così nel “continente Brasile” con la sensazione di poter raccontare solo qualche stralcio di un universo magmatico e affascinante. E lo fa celebrando la contraddizione di quella nazione-di-nazioni con un programma lungo – per la prima volta – un mese. Un mese in cui sport e cultura si confrontano, chiedendo agli spettatori di immergersi in immagini, musiche, parole, movimenti, cibi e… calci di rigore, che abiteranno le serate e le nottate a Teatri di Vita e nel parco all’aperto.

 

 Grazie a Aline Yasmine, Anselmo Pessoa Neto.