Società di pensieri n.11

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Società di Pensieri

RIVISTA TRIMESTRALE DI CULTURA

diretta da Stefano Casi

Edizioni :riflessi, 1995

numero 11
marzo-giugno 1995

i tradimenti, la rosa e il serpente, povera patria
dedicato a Yukio Mishima*

 

Categoria:

Descrizione

numero 11
marzo-giugno 1995

i tradimenti, la rosa e il serpente, povera patria
dedicato a Yukio Mishima*

Stefano Casi, Editoriale
Cécile Kayirebwa, Sogno
Sandro Lombardi, Invenzione della vergognosa maschera
Vincenzo Guagliardo, Il senso della realtà
Nelida Milani, Lettera a un’inviata Rai
Igor Bararon, Lettera al mio fratello minore (per dirgli tutto ciò che sicuramente non sapeva) e una briciola di Valeria Di Modica
Eric de Kuyper, Clichés
Paola Bristot, Senza pelle
Tonino de Bernardi, Faccio cinema
Mustafa Gökceoglu, Poeta a Cipro

Autoritratto, fotografie di Fabrizio Sacchetti

 

* (le dediche di Società di pensieri sono solo ideali: generalmente gli articoli non riguardano esplicitamente l’autore dedicatario)

 

Brani da questo numero:

 

… E’ in esilio che ho avuto davvero coscienza della forza che la musica può contenere in sé. Musica: legame tra musicisti, legame tra culture diverse, tra lingue e colori diversi, tra popoli, paesi e continenti diversi! Musica: linguaggio universale che consola e fa piangere! Musica: guardiana delle culture e della storia degli uomini e del mondo!…

Cécile Kayirebwa

 

…Montalcino, 24 giugno 1994
Notte di luna piena. Squarci di cielo tersissimo tra nuvole a pecorella. Giove scintilla solitario sopra il pino. Alla fine delle prove, ho preso la macchina e sono sceso a Bagno Vignoni. “Mi avevano lasciato solo…” comincia una poesia di Sandro Penna, “…solo nella campagna…”; e a questa altezza del mese di giugno le giornate sono lunghe ma il crepuscolo è ancora limpido e non accumula vapori afosi né sfibranti pesantezze…

Sandro Lombardi

 

Dio dei cieli che regni su di noi e che tutto conosci, per carità volgi il tuo sguardo su questa terra montagnosa e su di noi che essa ha partorito, e su di noi che mangiamo il suo pane. Dacci ciò che giorno e notte, ognuno a suo modo, chiediamo: dona la pace ai nostri cuori e l’armonia alle nostre città. Basta con il sangue e con i fuochi di guerra. Del pane della pace abbiamo bisogno…

Igor Bararon

 

La notte in cui presi la penna in mano ci fu un terremoto. Ero sconvolto, tremavo, pensavo al mio passato. Mi vennero alla mente momenti simili come anelli di un’unica catena initerrotta. All’improvviso mi trovai a rivivere episodi della mia infanzia…

Mustafa Gökceoglu