Società di pensieri n.10

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Società di Pensieri

RIVISTA TRIMESTRALE DI CULTURA

diretta da Stefano Casi

Edizioni :riflessi, 1994

numero 10
dicembre 1994

anarchia, il soffio e la peste, l’ordine fulminante
dedicato a Antonin Artaud*

Categoria:

Descrizione

numero 10
dicembre 1994

anarchia, il soffio e la peste, l’ordine fulminante
dedicato a Antonin Artaud*

Stefano Casi, Editoriale
Elena Makarova, Proposals
Stefano Ricci, C’era un buco nel muro
Lya Luft, Lo scrittore e le sue ombre
Enzo Moscato, Pestis Linguae / Lingua Pestis – sintagmi, frammenti, alcuni –
Enzo Cucchi, (il braccio del demonio?)
Jens Galschiot Christophersen, 40.000 Bambini Morenti sopra Copenaghen
Jean-Teddy Filippe, Un altro giorno
Uta Ranke-Heinemann, A causa di Maria oggi l’aborto è perseguibile fin dal concepimento
Emmanuel Anati, La preistoria coniugata al futuro

fotografie di Joel-Peter Witkin

 

* (le dediche di Società di pensieri sono solo ideali: generalmente gli articoli non riguardano esplicitamente l’autore dedicatario)

 

Brani da questo numero:

 

… Nell’antichità i miti maturavano per secoli, ormai pronti venivano trasportati sulle navi, sugli asini, sui cavalli e gli elefanti in altre terre, là attecchivano per anni e conformemente mutavano aspetto, per tutto questo ci voleva tempo; ora nulla riesce a prendere forma come si deve, appena sorge il sospetto di un’idea manda un fax alla banca dei proposals, delle proposte…

Elena Makarova

 

Città di mare. Più esposte d’altri luoghi a un futuro, probabile contagio. Aperte, untuose, viscide, sporche. Linfatici gangli, noduli, bubboni virtuali, a riempirsi d’infezione, insaccarsi purulento di miasmi, muco, pus. Dentro loro, spifferi, o fori, innumerevoli, imprevisti, sconosciuti, anche a chi ritiene di sapere a menadito il territorio…

Enzo Moscato

 

… Sulle immagini di Dubrovnik che vedo, solo gli uomini sono armati. La divisa militare ha preso il posto dei jeans, dei sogni occidentali. Le donne non compaiono se non per cercare acqua o viveri. E’ come se una metà di questo paese smembrato avesse deciso di vivere e l’altra di morire. Alcuni si affretteranno a chiamare questo subbuglio la spartizione naturale dei ruoli. Altri vedranno in ciò la conferma del fatto che questo conflitto si basa su un antagonismo religioso. Eppure, osservando più da vicino queste immagini, sentendo gli uni e gli altri giurare che non saranno schiavi di nessuno, si vede che niente di sacro è stato mantenuto…

Jean-Teddy Filippe