Delirio di una TRANS populista

13-16 gennaio 2016, h 21
17 gennaio 2016, h 17





Delirio di una TRANS populista
Un pezzo dedicato a Elfriede Jelinek


di Andrea Adriatico

con Eva Robin’s

e Saverio Peschechera, Alberto Sarti, Stefano Toffanin...

suono, scene e costumi Andrea Barberini

cura Daniela Cotti, Monica Nicoli, Saverio Peschechera, Alberto Sarti
grafica di Albertina Lipari De Fonseca

grazie a Anna Amadori, Stefano Casi, Giulio Maria Corbelli, Elena Di Gioia, Peraspera Festival

una produzione Teatri di Vita
in collaborazione con Festival Focus Jelinek
e il sostegno di Comune di Bologna – settore cultura; Regione Emilia-Romagna – servizio cultura; Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo

a Marcella di Folco

Galleria di immagini  
Visioni critiche  

 

a nessuno viene veramente in mente di ribellarsi, un’impresa senza speranze.
perlopiù diciamo qualcosa di molto semplice.
da grandi altezze però suona diversamente…

 

Andrea Adriatico ha dedicato un trittico alla scrittura densa e politica di Elfriede Jelinek, la scrittrice austriaca premio Nobel per la letteratura nel 2004.

 

Delirio di una trans populista è il delirante comizio di addio di un populista alle folle di adoranti seguaci, attraverso le parole del leader austriaco Jörg Haider riprese da Elfriede Jelinek. Parole che invocano la purezza della Nazione e l’assimilazione degli individui in una massa compatta.
Nello spettacolo di Adriatico, il leader è nientemeno che una transessuale, con il corpo e la voce di Eva Robin’s, che arringa folle sparute di ardenti fanciulle barbute, durante le loro esercitazioni ginnico-militari, pronte a immolarsi per la causa.

 

Un ribaltamento estroso e illuminante, che trasforma il popolo omologato in una banda di drag queen scatenate. “VOTA TRANS” diventa così il nuovo slogan di una politica grottesca che riesuma antichi sogni totalitari “perché tutti siano davvero tutti”. Un “pezzo” teatrale, Ein Stück, lanciato come il frammento di un discorso, amoroso e rabbioso al tempo stesso, verso il presente. Una rilettura straniante per accarezzare il mondo logorroico della scrittrice austriaca e per sondare il mondo macerato in cui agiscono i fantasmi, fin troppo realistici, dell’orrore quotidiano in cui viviamo. In una visione al contempo politica e psicologica, ludicamente camp e vertiginosamente tragica, dei nostri ingloriosi anni.

 

Dopo la replica di domenica, incontro con il regista condotto da Stefano Serri.

 
 

 



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