Abram e Isac +
Il ritorno degli Ultracorpi

7-9 marzo 2014 21





“Abram e Isac”
Sacra rappresentazione in cartoon
liberamente tratto dalla Rappresentazione di Abramo ed Isac di Feo Belcari
scrittura Giovanni Guerrieri
libri Giulia Gallo
con Arianna Benvenuti, Giulia Gallo, Giovanni Guerrieri, Giulia Solano
Produzione: I Sacchi di Sabbia, Federgat
con il sostegno della Regione Toscana

“Il ritorno degli Ultracorpi”
Scrittura Giovanni Guerrieri
Libri Giulia Gallo
con Gabriele Carli, Giulia Gallo, Enzo Illiano, Giulia Solano
tecnica Federico Polacci
Produzione: I Sacchi di Sabbia/Compagnia Sandro Lombardi
in co-produzione con Armunia
con la collaborazione del Festival internazionale di Andria Castel dei mondi
e con il sostegno della Regione Toscana

Galleria di immagini  

Dalla sacra rappresentazione alla fantascienza. Ovvero l’allegoria e il soprannaturale. Ma soprattutto l’ironia dei Sacchi di Sabbia, la compagnia toscana che negli ultimi anni ha saputo inventare un formidabile linguaggio minimale e coinvolgente. Che ora si applica nientemeno che a due opere agli antipodi e particolarmente evocative: il sacrificio di Isacco ripreso dall’opera quattrocentesca di Feo Belcari, e il celebre film dell’invasione dei pericolosi baccelli alieni.

 

I Sacchi di Sabbia nascono a Pisa nel 1995. Negli anni la Compagnia si è distinta sul piano nazionale, ricevendo importanti riconoscimenti per la particolarità di una ricerca improntata nella reinvenzione di una scena popolare contemporanea.

In perenne oscillazione tra tradizione e ricerca, tra comico e tragico, il lavoro di I Sacchi di Sabbia ha finito per concretizzarsi in un linguaggio in bilico tra le arti (arti visive, danza, musica), nella ricerca di luoghi performativi inconsueti, e sempre con uno sguardo vivo e attento al territorio in cui l’evento spettacolare è posto.

Significativi i premi vinti: Premio Eti Il Debutto di Amleto (2000 e 2001), Premio speciale Ubu (2008), Premio della critica teatrale (2011).

 

Ci è sembrato interessante accostare in un’unica serata questi due pezzi, nati in momenti e in contesti differenti.

Abram e Isac (2011) è una  piccola “sacra rappresentazione”, in cui l’episodio biblico del sacrificio di Isacco diviene il pretesto per una riflessione sull’enigma della comunicazione tra Abramo e Dio, in una dimensione scenica al tempo stesso materica e metafisica, interamente realizzata attraverso la manipolazione di libri pop-up.

Il ritorno degli Ultracorpi  (2012) poggia invece sul famoso topos di fantascienza dei baccelloni alieni, ladri di corpi, capaci di clonare gli esseri umani, per poi sostituirli nel sonno.

In comune i due pezzi hanno il gusto per l’oltremondano, il senso dell’allegoria, la forza della metafora.

E naturalmente l’ironia.

Ci piace definirli “liriche dialettali”: il cuore del primo pezzo è l’antico toscano di Feo Belcari, che riscrisse nel 1440 per la corte medicea una Rappresentazione di Abram e Isaaac; il secondo pezzo invece si annoda sul dialetto napoletano, con un esplicito riferimento ai grandi autori che ne hanno fatto una straordinaria lingua teatrale. 

Insieme offrono i dissonanti aspetti della nostra ricerca teatrale.

 



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