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ultimo aggiornamento 6 ottobre 2011
l’autore
ANTONIO TARANTINO commenta
lo spettacolo di francesca ballico
Due parole per Cara Medea.

La scelta di ripetere e riprendere il testo di Cara Medea in diverse lingue dell'est europeo corrisponde esattamente alla mia intuizione drammaturgica originaria: dove il personaggio del mito viene precipitato in un inferno di irreali realtà post belliche, in un mondo che s'insegue vanamente alla ricerca di un senso di sé che forse non ha mai avuto, prima ancora di averlo smarrito. “Altro che pompini!” esclama la protagonista – un'infanticida – pensando a ben altri delitti riassunti tutti in un nome terribile: Sobibor. Un nome tra i tanti confuso in una assurda geografia, in un folle percorso al termine del quale un inebetito Giasone attende il ritorno della sua cara Medea. Interpretata con grande intensità da Francesca Ballico.

Antonio Tarantino
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Antonio Tarantino è nato a Bolzano nel 1938. Pittore, irrompe sulla scena teatrale italiana a 55 anni, quando vince il Premio Riccione per il teatro nel 1993 per Stabat Mater e La passione secondo Giovanni, le prime due parti di una tetralogia dal titolo Quattro atti profani, progetto di scrittura che, a partire dalla suggestione evangelica, arriva alla rivisitazione dei miti di Antigone e Medea. Successivamente Tarantino esplora gli anfratti della storia recente in Materiali per una tragedia tedesca, La casa di Ramallah e La Pace.
Nel 2009 Ubulibri, la casa editrice di Franco Quadri, primo grande sostenitore di Tarantino, pubblica la raccolta Gramsci a Turi e altri testi della quale fa parte Cara Medea, messo in scena per la prima volta in Italia da Francesca Ballico e Teatri di Vita.
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