Due parole per Cara Medea.
La scelta di ripetere e riprendere il testo di Cara Medea in diverse lingue dell'est europeo corrisponde esattamente alla mia intuizione
drammaturgica originaria: dove il personaggio del mito viene precipitato in un
inferno di irreali realtà post belliche, in un mondo che s'insegue vanamente alla ricerca di un senso di
sé che forse non ha mai avuto, prima ancora di averlo smarrito. “Altro che pompini!” esclama la protagonista – un'infanticida – pensando a ben altri delitti riassunti tutti in un nome terribile: Sobibor. Un
nome tra i tanti confuso in una assurda geografia, in un folle percorso al
termine del quale un inebetito Giasone attende il ritorno della sua cara Medea.
Interpretata con grande intensità da Francesca Ballico.
Antonio Tarantino
Antonio Tarantino è nato a Bolzano nel 1938. Pittore, irrompe sulla scena teatrale italiana a 55
anni, quando vince il Premio Riccione per il teatro nel 1993 per Stabat Mater e La passione secondo Giovanni, le prime due parti di una tetralogia dal titolo Quattro atti profani, progetto di scrittura che, a partire dalla suggestione evangelica, arriva alla
rivisitazione dei miti di Antigone e Medea. Successivamente Tarantino esplora
gli anfratti della storia recente in Materiali per una tragedia tedesca, La casa di Ramallah e La Pace.
Nel 2009 Ubulibri, la casa editrice di Franco Quadri, primo grande sostenitore
di Tarantino, pubblica la raccolta Gramsci a Turi e altri testi della quale fa parte Cara Medea, messo in scena per la prima volta in Italia da Francesca Ballico e Teatri di
Vita.