Si chiama Senzaparole, e si sviluppa come un teorema: un pornodivo,
un letto e un'opera di Samuel Beckett: Atto senza parole, appunto.
Tre ingredienti per dimostrare come l'universo delle relazioni
del nuovo millennio sia cambiato al punto da aver bisogno
al suo interno di una parola: pace.
Senzaparole è l'ultimo atto del progetto Non io nei giorni felici,
che nel corso del 2009 Andrea Adriatico ha dedicato al drammaturgo irlandese,
mettendo in scena le opere Giorni felici, Non io e Dondolo.
Lo spettacolo si sviluppa come un lavoro teatrale alla ricerca
di un'identità del desiderio e della necessità dell'altro. Due personaggi
si rincorrono in uno spazio scenico essenziale senza mai raggiungersi,
alternando tempi emotivi come rette parallele verso l'infinito.
Il tutto con una dedica, quella al Bed-in di John Lennon e Yoko Ono, operando un'ennesima traslazione di senso: laddove
c'era una guerra affacciata su una società illusa da una libertà sessuale alle porte,
oggi ci sono una guerra dell'anima e una pornografia che pervadono l'esistenza
ponendosi come naturale affaccio del desiderio.
aiuto regia Daniela Cotti
scene Andrea Cinelli
fotografia Raffaella Cavalieri
produzione esecutiva Saverio Peschechera, Monica Nicoli