il Suggeritore n. 51 - marzo 2006





IL TEATRO/1

L'omosessuale o la difficolta di esprimersiUna Siberia da delirio, tra cosacchi e transessuali (9-11 marzo)

Cechov intrappolato nel folle caleidoscopio della scrittura di Copi? Ecco L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi, nell'irresistibile versione di Egumteatro e Teatro Arsenale.





Siamo in una Siberia fantasmagorica, popolata da branchi di lupi, mute di cani da slitta, militari sovietici, prigionieri politici, cosacchi e transessuali, tutti in corsa verso qualcosa: in Cina! in Cina! in Cina!, come le tre sorelle di Cechov che qui diventano Irina, la signora Garbo, il generale Puskin e altre improbabili figure... L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi è uno dei testi più travolgenti di Copi, un'inesauribile accavallarsi di colpi di scena che ogni volta modifica completamente ogni riferimento, a cominciare da quello sessuale. E' il trionfo del delirio che esplode in una graffiante comicità. Si ride di cose atroci, mentre il mondo alla deriva rappresentato in quella capanna nella steppa assomiglia sempre più al nostro mondo scardinato.
A portare in scena la commedia scritta da Copi nel 1971 sono due compagnie unite in questa strana scommessa. Si tratta di Egumteatro, realtà tra le più irrequiete e visionarie della sperimentazione italiana abituata a confrontarsi con autori come Heiner Müller, e il Teatro Arsenale, di Milano, che da anni conduce un lavoro di ricerca nell'ambito della drammaturgia contemporanea. I registi Annalisa Bianco e Virginio Liberti hanno costruito una macchina spettacolare di beffarda ironia per evidenziare il lato più scanzonato ma anche più profondo del testo di Copi. Che non riguarda affatto l'omosessualità, come dice il titolo che è un depistaggio. Come ricordano i registi, infatti, "il titolo è già una trappola. Omosessuale o no, qui si parla della difficoltà di comunicare, si parla di vita, ovvero di amore, solitudine, paura di perdere le persone a cui vogliamo più bene. Temi che possono essere trattati in tv nei programmi più trash o intellettuali ma, come dice Copi, le parole non cambiano il mondo".
La strampalata storia di Irina e della Madre nella steppa, sempre in procinto di partire per un altrove che non esiste, mentre ricevono la visita di personaggi come loro senza senza un'identità e un sesso definitivi, è una vera cavalcata nella più sfrenata fantasia, arricchita qui di numerose invenzioni sceniche, che moltiplicano la comicità di Copi per descrivere con il sorriso l'umanità lacerata dei nostri tempi. In scena a Teatri di Vita, dal 9 all'11 marzo: Maria Eugenia D'Aquino, Vladimir Todisco Grande, Riccardo Maria Magherini, Annig Raimondi, Massimo Loreto.



premioLo spettacolo L'omosessuale o la difficoltà di esprimersi è candidato al Premio dello Spettatore 2006: tutti gli spettatori potranno esprimere il proprio voto e giudizio sulla scheda consegnata all'ingresso con il biglietto.

(g. s.)







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