il Suggeritore n. 103 - luglio 2010





IL CINEMA

Da Pasolini a Lars von Trier: le Medee dello schermo (22-25 luglio)

Tre film d'autore che interpretano l'eroina del mito in chiave moderna, con tre strabilianti protagonista: Maria Callas per Pasolini, Isabelle Huppert per Tonino De Bernardi e Kirsten Olesen per Lars von Trier. E una vera chicca: I figli di Medea, profetica fiction tv di Anton Giulio Majano del 1959.





Quattro appuntamenti cinematografici con quattro differenti visioni di Medea accompagnano la rassegna Cuore di Medea. Tutte le proiezioni sono successive allo spettacolo Cara Medea e si terranno all'aperto.

Si inizia giovedi 22 luglio con Medea di Lars Von Trier (1988) con Kirsten Olesen, Udo Kier, Henning Jensen. Von Trier ambienta il suo film in una Danimarca cupa e nebulosa attraverso un'originalissima interpretazione della originaria sceneggiatura di Carl Theodor Dreyer. Medea diventa per Lars Von Trier una "signora dell'acqua", aerea e fluttuante, immersa in un clima angosciante pieno di brutalità e crudezza. La tragedia diventa modernamente individuale, quella della determinazione di una donna nera e sola, accompagnata dal desiderio di uccidere. Un film lento e penetrante, che si muove quasi seguendo il lento oscillare dell'acqua, letimotiv visivo di tutta la pellicola.
Venerdi 23 luglio è la volta di Medea di Pier Paolo Pasolini (1969) con Maria Callas, Laurent Terzieff, Massimo Girotti, Giuseppe Gentile. Tra laceranti conflitti politici e sociali Pasolini catapulta la figura di Medea in una riflessione attuale: la civiltà barbara di cui Medea porta la scintilla negli occhi si scontra con quella fondata sull'illusione razionalistica che rifiuta lo straniero. In un impasto di crudeltà e innocenza, Pasolini compie un'operazione di traduzione in immagini delle visioni e dei sogni di una donna lacerata di fronte all'irrisolto rapporto con il passato. Potente è la figura silenziosa e barbara della protagonista Maria Callas, così come le straordibnarie location in Siria e Turchia. Nella parte del centauro è Laurent Terzieff, scomparso pochi giorni fa, e a cui è dedicata la proiezione.
Medee miracleSabato 24 luglio tocca a Medée miracle di Tonino De Bernardi (2007), film praticamente quasi mai proiettato in Italia, tranne che in un paio di sporadiche apparizioni, e che schiera una protagonista del calibro di Isabelle Huppert (qui anche cantante in un brano scritto da Nick Cave per Marianne Faithfull), attorniata da Lou Castel, Maria De Medeiros, Tommaso Ragno, Giulietta De Bernardi, Rossella Dassu, Marco Sgrosso. Quella del regista torinese, campione di un originale cinema underground, è una Medea calata nelle banlieu parigine, una straniera ai margini del mondo, un'esclusa dalla società. Madre di due figli e donna abbandonata brutalmente dal marito, vaga per la città alla ricerca di se stessa e di un posto dove fermarsi a riflettere, con un doloroso ma sorprendente colpo di scena finale rispetto al mito.
La rassegna si conclude domenica 25 luglio con una proiezione davvero straordinaria: I figli di Medea di Anton Giulio Majano, produzione Rai del 1959, con Alida Valli, Enrico Maria Salerno, Ferruccio De Ceresa, Tino Bianchi, Rita Savagnone. Lo sceneggiato inizia come una tradizionalissima trasposizione televisiva della tragedia classica di Medea per poi trasformarsi improvvisamente in altro, con continui colpi di scena (chi non vuole perdere la sorpresa non vada oltre il terzo minuto del trailer qui a fianco). L'opera di Majano è una incredibile anticipazione della televisione dei nostri tempi, quella dell'omologazione, dei reality, di Chi l'ha visto?, delle tante trasmissioni in cui il pubblico da casa interviene nel programma. Un'opera da brividi cinquant'anni fa, che mantiene tutta la sua potenza ancor oggi per la sua carica profetica.







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