
.festival estivo di spettacoli e laboratori fra scena e natura a Teatri di Vita.
Le ore
con Francesca Proia
drammaturgia Danilo Conti, Antonella Piroli
ideazione e regia Danilo Conti
produzione TCP Tanti Cosi Progetti
Racconto immorale
di e con Francesca Proia
scena Danilo Conti, Francesca Proia
produzione TCP Tanti Cosi Progetti

nell'ambito del festival Vita nel Parco
Una donna, una stanza avvolgente, abitata dai fantasmi di un'esistenza. Un isolamento e una solitudine ricchi di presenze trasformate in realtà dalle proiezioni del pensiero. O forse del desiderio. Le ore è uno spettacolo segnato da un'atmosfera sospesa e sensuale, solcato da gesti e sguardi quotidiani capaci di trascinare lo spettatore incantato verso le più estreme conseguenze...
E a mezzanotte la compagnia che ha fatto della sperimentazione dell'immagine fra danza e animazione la sua caratteristica cifra espressiva (e che avevamo già visto alcuni anni fa in Le ceneri di Lola Montes), ci conduce con un'intensa performance nei terreni di un erotismo surreale ispirato al cinema di Walerian Borowczyk e ai suoi Racconti immorali.
Su Le ore
Il solitario agire di un unico essere sulla scena. Solo di fronte al mondo. Al suo mondo. Ma soprattutto distaccato da tutto. Nascosto e nello stesso tempo esposto nella sua condizione di essere che si specchia in ogni altro essere e che non si riconosce più.
Estrema cura del dettaglio, dei tempi, della visione cinematografica dei particolari, del primissimo piano, di tutti gli elementi che compongono la scena. Fondamentale importanza ha l'interprete che nel corso del lavoro ha la forza di trasformare non solo l'azione, ma il contesto, l'aria, la storia stessa. Ispirato da un soggetto di Danilo Conti si è quindi modificato nel corso della stesura drammaturgia realizzata con Antonella Piroli e delle prove.
Le Ore è ambientato in una stanza claustrofobica, avvolgente, senza porte né finestre visibili, popolata da immagini e strane visioni generate dalla persona che la abita. L'azione è scandita precisa ma involontaria e sembra non avere "sbocco", effetto sull'esterno. Ritorna a chi la compie, alimenta strani fantasmi. Alcuni suoni raggiungono l'ambiente ovattati, a intervalli. Dalla stessa bocca della protagonista non ne escono anche se più volte le sue labbra articolano parole, frasi. Esiste. In completo isolamento, in assenza di qualcuno, persona o animale che sia. Anche il fuori esiste, incombe, e quando cerca di stabilire un contatto, misero e finalizzato, solo allora si comprende quanta influenza esso abbia nella determinazione con cui la protagonista agisce.
Le Ore che trascorrono, che pervadono l'atmosfera della stanza, così dense da poter essere respirate, ascoltate, rumorose e possessive. Cancellano pensieri e volontà. L'azione è pura, sensuale, provocatoria, a volte dettata dall'inerzia e afflitta da veemente caducità, quasi dimenticata non appena avvenuta, eppure così risoluta da raggiungere estreme conseguenze: la morte, il sonno, il sogno, la visione. Il linoleum a piastrelle consumate del pavimento smorza i suoni, nasconde segreti. Un occhio innocente spia tutto quello che avviene, non visto, esterno al campo visivo di tutti i presenti, protagonista e spettatori. Tradito solo dal suono di una corsa veloce non appena scoperto. Non importa chi sia, vede tutto, gioca a nascondino e svanisce. Fa esplodere il particolare, il dettaglio. Lo sguardo di chi, avido e curioso, nel chiarore di un raggio di luce o di un lampo, riesce a carpire l'intimo segreto di uno sguardo, il fremito nervoso delle dita di una mano, un tremore di indecisione sulle labbra, una persona incerta che avanza. E come ogni osservatore si mantiene neutrale, se prova sentimenti non lo sapremo mai, ma sappiamo che non influenza il corso degli avvenimenti. Ci permette solo di vedere meglio.
La protagonista può avere compiuto quelle azioni infinite volte oppure mai. Nella sua presenza incosciente la ripetizione non ha alcuna importanza, tutto può essere avvenuto un'unica volta e potrebbe essere stato persino in sua assenza. La leggerezza con cui agisce, il silenzio in cui è immersa fanno di lei un essere al di fuori del tempo, inteso come sistema di relazioni, la rendono fragile e forte nello stesso tempo e, come nei dipinti sfocati di Richter, estremamente seducente.
Infine la stanza, di tre metri per cinque metri per tre metri di altezza, all'interno della quale è posta una scala a pioli di legno, massiccia, che la sovrasta in altezza e di cui non vediamo la fine. La stanza che accarezza, lecca, imprigiona, si offre come schermo e manifesta oscure cavità. La stanza che non è estranea a quanto vi avviene.
Su Racconto immorale
"Il mio rapporto più personale con la danza si concretizza in una serie di lavori brevi, unicamente assoli pensati specificamente per il mio corpo, dopo e attraverso una continua analisi delle possibilità di espressione di un certo mondo interiore e parallelo contenuto nella mia mente in rapporto a ogni singola caratteristica fisica.
Se mi chiedo quale sia il significato di mostrarsi, che rapporto nasce con le persone che guardano, posso dire che nella danza io mi sento estremamente fragile ed estremamente concentrata su questa fragilità, e mi convinco che questa trasparenza sia letta anche da chi guarda, e questa trasparenza è strettamente legata ad uno strano senso di amore.
Mostrare il corpo per me equivale a mostrare un paesaggio interno, perché attraverso la forma si può penetrare nella sostanza, attraverso il corpo si penetra all'interno del corpo e poi oltre. Per me creare una coreografia significa andare alla caccia di forme, di figure che nella mia mente fanno esplodere molte altre immagini." (Francesca Proia)
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(clicca sull'immagine desiderata per ingrandirla)
A TEATRI DI VITA, BOLOGNA
Sala Pasolini, mercoledi 23 luglio
Le ore: ore 21.15 (durata 50 minuti)
Racconto immorale: ore 24 (durata 15 minuti)
Questi orari permettono - a chi lo desidera - di assistere, tra il primo e il secondo spettacolo, alla visione dei lavori in programma alle ore 23
Informazioni principali: la biglietteria è aperta a Teatri di Vita in via Emilia Ponente 485, dal lunedì al venerdì, h 15.30-19.
PREZZI
il biglietto è valido per assistere a entrambi gli spettacoli; si prega di conservare il biglietto per poter rientrare in sala a mezzanotte
INTERO....................................................................................... euro 12
GIORNALIERO............................................................................... euro 14
(si possono abbinare a questo spettacolo L'auto dei comizi o Notturno bianco, entrambi con inizio alle ore 23)
RIDOTTO (vedi le convenzioni).................................................. euro 8 o 10
RIDOTTO con Carnet impersonale.............................................. euro 9
RIDOTTO Carnet personale......................................................... euro 6
PER I poltronisti........................................................................... ingresso gratuito
Come arrivare a Teatri di Vita in auto, bus, treno. La piantina stampabile
INFOLINE: 051-566330 o info@teatridivita.it
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