Societa' di pensieri
.trimestrale di cultura (1992/1996).




Numero 5
numero 5
giugno 1993

le voci, terribili e angelici, sangue d'artista
dedicato a Jean Cocteau

Stefano Casi, Editoriale
Ingrid Washinawatok, Parole scritte, parole parlate
Romeo Castellucci, Delirio apodittico
Maria Grillini, Le voci svanite
Gilberto Centi, le mie condizioni erano tali
Diawné Diamanka, Il respiro del moola
Franca Silvestri, Effetto Pompei: l'indelebile memoria di Kantor
Erri De Luca, Voci
Paolo Paolini, Le seduzioni dell'ipertesto

Inquietudine, fotografie di Mario Giacomelli



Brani dal quinto numero:


... "Attore": il nome non è esatto. L'unico atto - il tuo - è quello di precipitarsi giù nel tubo dell'atto. La voce - la tua - è tolta, è sottratta, viene a mancare. Il doppio, il due della scena, non è altro che la dimostrazione resa esemplare di questo "ritorno" della voce. Il palco rappresenta, comunque, una scena di regressione orale, di ritorno, che annulla la pretesa di una andata....
Romeo Castellucci

Vengono da un cortile, salgono nella vite senza fine delle scale e accendono a un bambino di Napoli il nervo trigemino. Gli fanno sbattere gli occhi, più stupore che fitte, per un mondo elettrico di fuori che posava cavi sotto la sua pelle e gli trasmetteva la sua corrente di strilli. Alla tarantola del cortile reagiva col diapason di un nervo che gli ramificava il dolore in faccia come un rampicante. Poi smisero i gridi, vennero le voci, quelle di cui mai sapere da dove....
Erri De Luca

... Chi detiene la parola è tenuto, secondo le regole stabilite dalla comunità, a trasmetterla agli altri membri della società, e soprattutto ai bambini. La parola è scienza, è parola di Allah. Chi parla detiene il segreto della parola, dunque del sapere. Il poeta è colui che sa combinare la realtà profonda e la forma, è vicino a Dio: "In principio era il Verbo", secondo il Vangelo. Non è un caso che il suonatore che racconta sia considerato come un uomo soprannaturale, capace di entrare in contatto con gli esseri invisibili. Non parla mai inutilmente o a vuoto. ....
Diawné Diamanka

... il mio giorno restringe l'Immaginazione che s'apre quando la notte alza le sue vele: l'universo ha un senso - visibile dal cielo - e ogni traccia si perde dentro il Nero. tu non hai finalmente più parole né pretese e il buio pialla la tua casa assieme alla Torre del Nemico. il pensiero veleggia sopra il mondo senza più contorno: trema magari - forse avanza. mi conforta saperti insieme agli altri - moribondo nel tuo sonno - in un'Altra Stanza....
Gilberto Centi



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