con Claudio Bisio, Anita Caprioli, Giuseppe Battiston, Giorgio Colangeli, Andrea Bosca, Giovanni Calcagno, Carlo Giuseppe Gabardini, Rosa Pianeta, Daniela Piperno, Pietro Ragusa, Franco Ravera, Bebo Storti, Giulia Steigerwalt, Franco Pistoni, Michele Di Virgilio, Andrea Gattinoni, Natascia Macchiniz, Maria Rosaria Russo, Ariella Reggio, Tony D'Agostino, Daniele Ferretti
soggetto Fabio Bonifacci
sceneggiatura Giulio Manfredonia, Fabio Bonifacci
Italia 2008
Siamo nella Milano dei frizzanti anni Ottanta: Nello è un sindacalista, con forti valori etici ma è appassionato di modernità, terziario, mercato. Dopo essere stato allontanato dal sindacato e mandato in una cooperativa di ex malati mentali appena dimessi dai manicomi per la legge Basaglia, si ritrova così in una realtà di "picchiatelli" che non sanno fare nulla, e vivono di lavori assistenziali. Ma lui crede nella dignità del lavoro e, scovate in ognuno di loro delle potenzialità, decide di umanizzarli coinvolgendoli in un lavoro di squadra, riuscendo anche a ridurre quegli psicofarmaci che li intontiscono. I malati si lanciano così nell'avventura della normalità con un'ingenua ebbrezza che intenerisce, scoprendo desideri ai loro occhi ³"rivoluzionari": una casa, un amore, il sesso.
La follia è una condizione umana, dichiarava Basaglia, in noi la follia esiste ed è presente come lo è la ragione. Il problema è che la società, per dirsi civile, dovrebbe accettare tanto la ragione quanto la follia, invece incarica una scienza, la psichiatria, di tradurre la follia in malattia allo scopo di eliminarla.
Prima dell'introduzione in Italia della "legge 180/78", detta anche legge Basaglia, i manicomi erano spazi di contenimento fisico dove venivano utilizzati metodi sperimentali di ogni tipo, dall'elettroshock alla malarioterapia.
Il film di Manfredonia, che in occasione della proiezione bolognese sarà presentato dallo sceneggiatore Fabio Bonifacci, si colloca esattamente negli anni in cui venivano chiusi i primi ospedali psichiatrici, prendendo in carico la narrazione di un mondo che il cinema raramente frequenta, cioè il tema dei confini allargati di una società impreparata ad accogliere alcune categorie sociali. Il risultato è una commedia umana, ridente e a tratti comica, che allontanandosi da una spettacolarizzazione del dramma, offre un interessante spunto di riflessione su un tema delicato.
Arioso ed entusiasmante.
A TEATRI DI VITA, BOLOGNA
domenica 11 aprile, ore 17
Informazioni principali: la biglietteria è aperta a Teatri di Vita in via Emilia Ponente 485. Orari: dal lunedì al venerdì, h 15-18.
Biglietto unico: euro 5
Abbonamento a tutta la rassegna: 15 euroBR>
INFOLINE: 051-566330 o urp@teatridivita.it