Il 29 marzo 2006 si è verificata un'eclissi di sole visibile dal nostro pianeta. Mentre il sole lentamente si oscurava, le donne protagoniste de Il primo respiro hanno dato la vita ai loro bambini, ognuna secondo le proprie tradizioni. Ventidue mesi di ricerche in giro per il mondo, ventun sopraluoghi in altrettanti paesi, centoventi donne incinte incontrate e nove neonati filmati al momento della nascita: ecco alcuni dei numeri del docu-fiction per il cinema di Gilles de Maistre, dedicato all'esplosione emotiva che la nascita di un essere umano scatena inevitabilmente, in culture molto diverse tra loro sparse in tutto il mondo.
Si passa così dal parto di Pilar nell'oceano messicano, accompagnato dal canto dei delfini, a quello di Vanessa, l'americana che ha deciso di dare alla luce suo figlio in una "comune", aiutata solo dagli amici. Dalla ragazza siberiana, costretta dai 50 gradi sotto zero ad imbarcarsi su un elicottero per raggiungere il piccolo e sperduto ospedale, a quella africana, che dà alla luce il proprio bimbo sulla nuda sabbia. C'è Yukiko, la giapponese che ha scelto di partorire davanti alla figlia piccola, secondo il metodo tradizionale e Sunita, mamma preoccupata per la sua bambina che vede la luce sulle rive del Gange, in India, dove la società è sfacciatamente maschilista.
Nel film, tutte le nascite avvengono lo stesso giorno, quello dell'eclissi solare. "Cercavo un avvenimento che fosse lo stesso in tutto il pianeta e che ci ricordasse il nostro posto nell'universo - afferma de Maistre - l'eclisse solare è al contempo un simbolo e un legame. E' un legame temporale per le donne del film, alcune la vivono in diretta, altre guardano la luna ricoprire il sole alla televisione. Ma la luna è anche il simbolo del femminile, è legata al suo universo, ai suoi cicli. Ma c'è anche il tentativo di parlare d'amore, di tendere uno specchio ad ognuno per mostrare che siamo tutti uguali con i nostri bambini. Non voglio trasmettere un messaggio preciso, vorrei semplicemente arrivare al cuore del pubblico".
A TEATRI DI VITA, BOLOGNA
giovedi 4 febbraio, ore 21.15
Informazioni principali: la biglietteria è aperta a Teatri di Vita in via Emilia Ponente 485. Orari: dal lunedì al venerdì, h 15-18.
Biglietto unico: euro 5
Abbonamento a tutta la rassegna: 15 euroBR>
INFOLINE: 051-566330 o urp@teatridivita.it