2001 Pierce
.Produzioni Indipendenti Emilia Romagna Cantiere d'Europa.





Infidi Lumi

MARIA STUARDA

di Friedrich Schiller
dalla traduzione 'impossibile' di Andrea Maffei
ideazione drammaturgica e regia Stefano Tomassini

con la partecipazione di corinna calatroni, gabriella carrozza, chiara ferrari, lorenza gregorutti, enrico marcotti, domenico sannino, laura scaglioni, daniele silva, nicola spotorno, filippo tansini, loredana vallisa

produzione infidi lumi con la collaborazione di Società Filodrammatica Piacentina e Teatri di Vita
nell'ambito del progetto PIERCE di Teatri di Vita

Seconda rappresentazione: Bologna, Teatri di Vita, 22 luglio 2001



I MasnadieriI MASNADIERI

da Schiller a Verdi
nella traduzione "impossibile" di Andrea Maffei

ideazione drammaturgica e regia stefano tomassini

con elena arcuri (amalia), massimo corengia (carlo), francesco italiano (francesco); (masnadieri:) matteo bergonzi, domenico sannino, nicola spotorno, filippo tansini
(luci) massimiliano sacchetti
(sound editing) piero tagliaferri
(scenografo realizzatore) sara renzi
(maestro di spada) antonio g.g. merendoni
(costumi) arrigo
(calzature) epoca
gruppo strumentale ricercare
(direzione musicale) massimo berzolla
(basso) fabio torrembini
in collaborazione con teatro verdi e assessorato alla cultura del comune di castel san giovanni
produzione infidi lumi con la collaborazione di Società Filodrammatica Piacentina e Teatri di Vita
nell'ambito del progetto PIERCE di Teatri di Vita

Prima assoluta: Bologna, Teatri di Vita, 9-11 novembre 2001




Stefano Tomassini è uno scopritore inesauribile di perle nascoste. Una figura atipica di attore, regista e uomo di lettere, capace di indagare con l'occhialino dello scienziato rigoroso testi poco noti, e insieme di reinventarli con la fantasia spregiudicata del moderno sperimentatore di teatro. Spiazzando i critici, che non riescono a classificarlo, catalogarlo, annetterlo a questa o quella corrente del giovane teatro di confine. Dal Graziani al Tasso a Marlowe gli spettacoli di Tomassini e dei suoi Infidi Lumi hanno riversato sullo spettatore un'energia incandescente di parole e visioni che colpisce tutti i sensi. Un dinamismo travolgente che irradia su tutto e che tutto agita e muove: personaggi, luci, oggetti di scena, costumi, corpi, parole.
Da qualche tempo l'artista ha spostato in avanti il baricentro cronologico delle sue preziose estrazioni approdando al progetto Da Schiller a Verdi, col quale Tomassini sta dando uno dei pochi contributi originali e non museificanti al 2001 Anno Verdiano. Si inizia con la Maria Stuarda di Schiller che è letta nella traduzione "impossibile" di Andrea Maffei che domò il romanticismo tedesco alla versificazione classicheggiante italica. La vicenda che servì a Schiller per mostrare il suo concetto di sublime tragico è sezionata e ricomposta da Stefano Tomassini, regista tra i più originali del teatro di ricerca italiano, in un ring nel quale i personaggi rievocano la storia dell'esecuzione della regina di Scozia da parte della sovrana inglese Elisabetta, in un crescendo di complotti e scontri tra ragion di stato e morale.

Dopo l'incontro estivo con Maria Stuarda, arriva in autunno il confronto ben più complesso con I Masnadieri. Il dramma, opera prima di Schiller rappresentata nel 1782, racconta il dissidio tra i fratelli Francesco, infido macchinatore di complotti, e Carlo, idealista masnadiero, prototipo del nobile fuorilegge che per migliorare il mondo combatte contro ogni sopruso ma soprattutto contro la legge ingiusta dei potenti. Testo adatto quant'altri mai alle coreografie del dinamismo e degli eccessi di Infidi Lumi. Tomassini ne recupera tuttavia anche l'atmosfera del dramma familiare, la dimensione di orfanità che colpisce duramente Carlo, ripudiato dal padre in seguito alle malvagie macchinazioni del fratello Francesco, secondo una interpretazione che fu potentemente amplificata da Verdi. E Verdi è costantemente presente con le sue arie, mentre la scena è la riproduzione fedele di uno studiolo rinascimentale, ciò che per l'uomo di pensiero è l'ordine dell'idea di mondo, secondo un gusto della contaminazione di epoche e stili, di genere e senso, dagli esiti stupefacenti. Il tutto attraversato da una costante morale di fondo in forma di enigma che, confessa Tomassini, lo ha "inseguito" e affascinato durante il montaggio: "i morti non resuscitano". Un affondo contro l'idea cristiana di salvezza.

In passato Teatri di Vita ha presentato già altri due spettacoli di INFIDI LUMI: Delle ingrate, il ballo (1993) e La strage di Parigi (2000), segno di una particolare continuità di attenzione nei confronti della compagnia piacentina.



2000 Pierce
.Produzioni Indipendenti Emilia Romagna Cantiere d'Europa.





La strage di ParigiInfidi Lumi

LA STRAGE DI PARIGI

da Christopher Marlowe
ideazione drammaturgica e regia Stefano Tomassini

nell'ambito del progetto
PIERCE di Teatri di Vita

Seconda rappresentazione: Bologna, Teatri di Vita, 13-15 maggio 2000




Contatto diretto di Stefano Tomassini: ste.tomas@tin.it







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