
A spasso
uno spettacolo di Maurizio Cardillo
liberamente ispirato all'opera di Robert Walser
pronunciato e camminato da Filippo Pagotto, Maurizio Cardillo
illuminato da Matteo Nanni
costumato da Elisabetta Muner
assistito da Cristina Buono
Compagnia Cardillo
produzione Teatri di Vita
Due sulla scena. Identici.
Lo stesso elegante abito da passeggio, berretto di tela, ombrello, cravatta.
Vanno a spasso.
Il paesaggio è un reticolo di cubi di legno.
L'Uno e l'Altro passeggiano sui cubi, tra i cubi, accanto ai cubi.
I cubi sono strade, piazze, prati, case.
A volte contengono sorprese. (Proprio come camminare senza meta: talvolta si fanno incontri interessanti).
Vanno a spasso, e raccontano che stanno andando a spasso.
Così passeggiano nelle parole e nel paesaggio.
I loro passi sono parole e le parole, passi.
L'Uno e l'Altro sono la stessa persona, armoniosamente dissociata.
Euforici, nella luce meravigliosa del cammino.
Passo dopo passo si stupiscono, come bambini, di ogni minuscola epifania del mondo.
Niente fretta, nessuna meta. Solo camminare, vedere e raccontare.
Seguendo il corso svagato dei loro passi/pensieri, arrivano a trovare ciò che non sapevano di cercare: fiori, lacrime, pioggerellina estiva, un amore dimenticato, pace.
Liberamente ispirato a La Passeggiata di Robert Walser, racconto perfetto e dal fascino misterioso del 1919, A Spasso traduce in forma scenica la fortissima vocazione teatrale dei suoi brani narrativi. Nella novella originale, infatti, il narratore/Walser continuamente si contraddice, si corregge, si chiosa; dice e commenta il suo dire; afferma per poi subito negare.
Il lavoro di drammaturgia compiuto sulla novella originale mira ad evidenziare tale conflitto, fino all'apparizione in scena di due Narratori, ognuno dei quali è copia perfetta dell'altro, entrambi disinvoltamente a proprio agio nell'assurdo: ovvero nella ininterrotta dualità, ai confini della schizofrenia, dell'individuo.
Uno spettacolo dall'atmosfera astratta, ricco di concreto lavoro dell'attore su di sé e sul rapporto con il compagno sulla scena.
Sul piano del movimento, del gesto, della vocalità, i due attori giocano il continuo alternarsi dell'imitazione e della differenza. Sono coppia irreale e gemella, ossimoro e identità, poesia e risata. L'orrore di Walser per l'immobilità coincide, in scena, con la ricerca della trasformazione magica dello spazio. A Spasso è la Parola che si muove nello Spazio sospeso, mitico del palcoscenico.
Prima assoluta: 9 Febbraio 2006, Sala della Traslazione, Convento San Domenico, Bologna.
Nel 2006 questo spettacolo ha vinto il Premio dello Spettatore di Teatri di Vita, come spettacolo più gradito dal pubblico in tutto l'anno. In seguito, Teatri di Vita ha deciso nel 2007 di sostenere lo spettacolo acquisendone la produzione.
La Compagnia Cardillo nasce a Bologna nel 2006, su iniziativa dell'attore, drammaturgo e regista da cui prende il nome, Maurizio Cardillo. Ne fanno viva parte l'organizzatrice ed assistente Cristina Buono, il light designer Matteo Nanni, gli attori Valentina Grasso e Filippo Pagotto.
Il suo atto di nascita corrisponde ad una passionale immersione nell'ebbrezza della cultura contemporanea, nella profondità e leggerezza del Novecento osservate dalla tragica visuale dei nostri giorni. La letteratura, il vocabolario, la grammatica; l'arte astratta; il rock; lo sport; il varietà; il cabaret; la giovanissima poesia; lo studio dei corpi umani e celesti, la malattia mentale, Stanlio e Ollio: questi alcuni dei nostri motivi di esistenza, in battagliera polemica contro tutte le "etichette" di genere teatrale.
Opera prima è A Spasso (2006), spettacolo ispirato all'opera del geniale Robert Walser. Fa parte del progetto la conferenza/spettacolo A Spasso. Camminare come Destino, rosario e diario di poeti, filosofi, rivoluzionari che hanno scritto o riflettuto sull'atto magico e profondamente umano del camminare.
La Compagnia Cardillo è impegnata in un progetto di didattica del Recitare in Versi presso lo storico Circolo Pavese di Bologna. Opera seconda, attesa per l'estate 2007, il Varietà Sociale e Poetico per voci e contrabbasso Piccolo Varietà del Grande Nulla.
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