2009/10 Teatri di Vita
.stagione 2009/10.

gli spettacoli in cartellone





L'anima dell'Aquila bella méL'ANIMA DELL'AQUILA BELLA ME'
A UN ANNO DAL TERREMOTO


Comitato 3.32
incontro con Ettore Di Cesare e Sara Vegni

Animammersa
Lettere da L'Aquila - Voci e suoni della memoria

concerto-spettacolo di Antonella Cocciante e Carlo Pelliccione
regia Carlo Pelliccione
regia luci audio/video Patrizia Bernardi
collaborazione musicale Il Passagallo
musiche Carlo Di Silvestre e Carlo Pelliccione
produzione Associazione culturale Animammersa

L'Aquila bella mé
film documentario
un progetto di Pietro Pelliccione e Daniele Vicari
diretto da Pietro Pelliccione e Mauro Rubeo
musiche originali Vega's
fotografie di Marco D'Antonio
montaggio Luca Gasparini e Alberto Masi
fotografia Pietro Pelliccione, Mauro Rubeo e Michele Buo
organizzazione generale Francesca Tracanna
una produzione Vivo Film, Minollo Film e Relief
con il sostegno di Arci, Ucca, Roma Lazio Film Commission, Abruzzo Fiolm Commission
in collaborazione con Theblogtv e Woolrich

Si ringrazia per la collaborazione Radio Città del Capo



La notte tra il 5 e il 6 aprile 2009 un terremoto distrugge L'Aquila e i paesi circostanti: una tragedia che coinvolge uno straordinario patrimonio umano, sociale, culturale, artistico. A un anno esatto Teatri di Vita raccoglie le voci di quella terra in una serata che prevede dalle ore 19 la degustazione di prodotti aquilani, che prosegue per tutta la serata; alle 19.30 l'incontro con il Comitato cittadino 3.32; alle 21 l'incontro con l'architetto Mario Cucinella che illustrerà il suo progetto di costruzione del nuovo teatro dell'Aquila; alle 21.30 il concerto-spettacolo Animammersa: canti della tradizione aquilana e abruzzese rielaborati da un'approfondita ricerca etnomusicale, legati dalle testimonianze dirette degli aquilani terremotati e sfollati; e alle 22.30 il film L'Aquila bella mé che racconta il terremoto e le sue conseguenze dall'interno della città, documentando in modo originale e intenso un diario della ricostruzione. A seguire: incontro con tutti gli artisti. Durante la serata sarà possibile acquistare le maglie dell'associazione Forza L'Aquila che servono per finanziare la costruzione della nuova Cittadella dello Sport.


"aprile è il mese più crudele, genera lillà da terra morta..."
(T.S. Eliot,
The Waste Land)

gli aquilani, dopo il sei aprile dello scorso anno, sono tanti lillà.
stanno rinascendo muniti di straordinarie carriole, e per chi, come me, vede l'aquila da lontano, una città appartenuta e strappata, dolente e sconvolta, l'emozione è forte.
è passato un anno da quel terribile primo buio mattino del 6 aprile, da quella polvere, da tutti quei morti, da quella città ferita. un anno di inferno, passato a contare danni, a gestire silenzi, a disprezzare un assordante vociare governativo capace di confondere le macerie con i palcoscenici, il dolore con gli applausi.
in questo lungo anno ho messo mano alla ricostruzione del mio piccolo mondo ferito, ma di quella città e del suo territorio non ho più traccia dentro se non la memoria.
la ferita è "l'aquila bella mé", non l'abruzzo come spesso si sente dire. la ferita è una sola città e il suo magnifico territorio provinciale, i feriti sono i suoi abitanti che non hanno più strade dove passeggiare o piazze dove incontrarsi. e le loro casette sono mucchi di infissi e pareti senz'anima che hanno esploso l'abitato per decine di chilometri e sparpagliato e diviso ogni coscienza. è passato un anno e il dolore è tutto lì, e riempie le carriole.
da autore avrei potuto provare a raccontare la mia città distrutta. devo ammettere che non ce la faccio. in quella giornata di sole estremo di un anno fa, mentre mettevo in salvo i miei anziani genitori e giravo incautamente per quel centro storico che apparteneva alle mie vene, non potevo che piangere.
gli occhi sconvolti da tutta quella devastazione e tutta quella luce.
le sirene impazzite degli allarmi delle case, le ambulanze dentro i vicoli, le scosse ripetute, il silenzio irreale...
ogni immagine, ogni fotogramma, ogni parola non è che parte confinata di una verità che non si può trasferire. per questo, un anno dopo, voglio che il teatro che dirigo accolga i lillà, persone che sono lì e provano a ricostruire.
un senso prima di tutto.
qualche accenno di memoria da offrire assieme a qualche accenno di verità.
parlino loro e la loro arte. parlino anche a questa città che mi ha accolto vent'anni fa, questa bologna umiliata da gente senza vergogna. i cittadini di bologna sono infinitamente migliori delle sue politiche. questa memoria del terremoto guarda all'anima della gente. in fondo anche bologna ha vissuto un piccolo terremoto da dimenticare.
e in questa giornata d'aprile, in questa ricorrenza dolorosa, può starci in mezzo un po' d'amore.

(andrea adriatico)




Il Comitato 3.32 è uno dei comitati più attivi della città nella richiesta di una diversa ricostruzione che sia più vicina alle esigenze reali dei cittadini. Nato subito dopo il sisma che ha colpito L'Aquila nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, è stato uno dei comitati promotori delle azioni più significative, dal presidio di piazza Montecitorio alla realizzazione della scritta "Yes We Camp" durante il G8 fino alla "rivolta delle carriole" di queste ultime settimane. A parlarci delle attività del comitato, e soprattutto dei bisogni di una città i cui problemi sembrerebbero già risolti, saranno Ettore Di Cesare e Sara Vegni, alle ore 19.30.

Mario Cucinella è l'architetto che ha progettato la costruzione di un nuovo teatro a L'Aquila. Questa serata sarà dunque anche l'occasione per conoscere dalle parole del suo autore l'immagine futura del teatro aquilano.

Animammersa"Un'anima immersa nella terra e nel tempo. E dalla terra e dal tempo riapparsa. Quella notte". La notte è quella del terremoto che ha distrutto L'Aquila. Che cos'è Animammersa? "Tra noi la chiamiamo "ssa cosa"... Un'anima immersa nella terra e nel tempo. E dalla terra e dal tempo riapparsa. Quella notte. Non dovete aver paura. E' solo l'anima. Finalmente".
Animammersa è uno scrigno. Uno scrigno che raccoglie lettere e memorie di aquilani inviate alla propria città dalle tende, dagli alberghi sulla costa, dai camper e dalle strade vuote della zona rossa attraverso la rete internet ed intercettate dalla sensibilità degli autori altrettanto aquilani, terremotati e sfollati.
Animammersa è un rito. Un rito dove le due parti di uno spettacolo, pubblico e attori, incontrano la propria anima immersa nel dolore, nella rabbia, nello sconforto essendo i primi gli autori di ciò a cui i secondi danno voce e riscoprono, così, un'identità forte, commovente, indomita.
Animammersa è un concerto. Un concerto le cui trame si intessono dei canti della tradizione popolare aquilana e della costa abruzzese, rielaborati dall'approfondita ricerca entnomusicale di Carlo Di Silvestre e Carlo Pelliccione ed eseguiti nello spettacolo dal gruppo Il Passagallo.
Animammersa nasce dall'idea di due artisti aquilani: Carlo Pelliccione, musicista di spessore europeo, docente di contrabbasso al Conservatorio di Campobasso, e Antonella Cocciante, attrice di cinema e teatro che ha arricchito la sua esperienza artistica con i fratelli Taviani, Luigi Squarzina e Lorenzo Salveti.

L'Aquila bella me'Il film L'Aquila bella mé (titolo di una canzone popolare) nasce dal desiderio di mostrare un tempo diverso rispetto a quello della cronaca e dell'attualità, che ha portato la tragedia e la ricostruzione nelle case degli italiani. Quello che prima non era nemmeno pensabile, oggi fa parte dell'esperienza e della memoria di ogni aquilano; quello che prima c'era, oggi non c'è più, è stato spazzato via nel giro di un minuto, o meglio nel tempo che è servito a rendersi conto della catastrofe. Non basta un giorno per ricostruire, ci vogliono anni; forse lo stesso tempo necessario per sentirsi a casa in una terra straniera. E in questo tempo possono accadere infiniti fatti, più o meno privati, più o meno eclatanti, che alla fine comporranno una raccolta di ricordi, un diario di come si è potuti arrivare dall'istante stesso del crollo a una nuova seppur diversa normalità.
Il documentario racconta dunque questo tempo. Ma nasce anche dall'esigenza di raccontare una storia alternativa rispetto a quella della messa in scena ufficiale e spettacolare del lutto, della gestione dell'emergenza e dell'attuazione dei programmi governativi. Una storia narrata da un punto di vista totalmente interno alla città, che della città documenti senza filtri le emozioni, la rabbia, i pensieri, il lento mutare. A volte i due racconti, i due punti di vista, convergono e si integrano, a volte cozzano brutalmente.
I giovani cineasti Pietro Pelliccione (che aveva collaborato con Daniele Vicari per il suo film "abruzzese" L'orizzonte degli eventi) e Mauro Rubeo, originari de L'Aquila e di Avezzano, coadiuvati da altri che a l'Aquila sono nati e cresciuti o che qui hanno studiato cinema (e anche dalla band aquilana Vega's), già dal 7 aprile hanno iniziato a filmare questo loro diario della ricostruzione.





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(clicca sull'immagine desiderata per ingrandirla)

A TEATRI DI VITA, BOLOGNA
martedi 6 aprile:
- dalle ore 19: degustazione gastronomia aquilana
- dalle ore 19.30: incontro con il Comitato 3.32
- dalle ore 21: Animammersa
- dalle ore 22.30: L'Aquila bella mé

Informazioni principali: la biglietteria è aperta a Teatri di Vita in via Emilia Ponente 485. Orari: dal lunedì al venerdì, h 15-18.

PREZZI (per le iniziative a partire dalle ore 21.30):
UNICO................................................................... euro 19
Sono sospese tutte le riduzioni.

INFOLINE: 051-566330 o urp@teatridivita.it

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