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ultimo aggiornamento 6 ottobre 2011
profilo artistico
STEFANO DIONISI
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Nato a Roma nel 1966.
Frequenta il liceo classico e prende lezioni di recitazione per un anno al teatro La Scaletta sotto la guida di Antonio Pierfederici. Si diploma nel 1985, poi decide di viaggiare: si trasferisce a New York alla fine degli anni Ottanta, si sposta più volte verso oriente, intraprendendo alcuni viaggi in India tra il 1987 e il 1991.
L'esordio come attore avviene nei circuiti televisivi: ha una parte nel film tv Rose di Tomaso Sherman, seguito da È proibito ballare e dalla partecipazione a due mini-serie importanti del 1990, La Piovra 5 – Il cuore del problema e Pronto soccorso.
Il debutto cinematografico si concretizza con il thriller Il segreto (1990) di Francesco Maselli dove Stefano ha il ruolo di uno degli amanti della bellissima Nastassja Kinski.
Con l'inizio degli anni Novanta entra a far parte di diversi film (Tracce di vita amorosa, Verso sud, Lettera da Parigi e Sabato italiano per ricordare i più importanti) ma senza sfondare.
Dopo La ribelle – Storia di Enza (1993), secondo lungometraggio di Aurelio Grimaldi che vede tra le protagoniste la sensuale Penelope Cruz, arrivano due grandi occasioni: nel 1994 il regista pugliese Pasquale Pozzessere lo richiama per Padre e figlio, film che mette in risalto la sua recitazione nervosa e sofferta, ancora più comunicativa quando rinchiusa in ostinati silenzi e poco dopo sarà nel sontuoso Farinelli – Voce regina, vincitore del Golden Globe come miglior film straniero, dove interpreta il famoso sopranista Carlo Broschi. Le ottime performance di questi due ultimi lungometraggi gli permettono di guardare avanti con più serenità, oltre che ricevere il David di Donatello Speciale.
Qualche tempo dopo viene chiamato per la produzione inglese Giuseppe (1995) di Roger Young dove recita vicino a mostri sacri come Ben Kingsley e Martin Landau.
Ha l'opportunità di recitare a fianco di Marcello Mastroianni in Sostiene Pereira (1995) di Roberto Faenza, tratto dall'omonimo romanzo di Antonio Tabucchi, ambientato a Lisbona durante il fascismo salazariano.
Si sposta in Francia dove ha un ruolo in Le Fuggitive di Nadine Marquand Trintignant per poi superare i Pirenei e finire in Catalogna, nelle mani di Bigas Luna che lo ingaggia per l'erotico Bambola (1996), dove interpreta il fratello omosessuale della protagonista Valeria Marini.
Nel ritorno verso l'Italia cambia nuovamente stile e si reinventa nel film fantastico L'arcano incantatore (1996) di Pupi Avati per poi lasciarsi coinvolgere nella storia drammatica e tragicamente vera de La tregua (1997) di Francesco Rosi, sceneggiato da Rulli e Petraglia con la collaborazione di Tonino Guerra, dove Stefano è Daniele, un sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. Sperimenta ancora il registro drammatico in Alexandria Hotel e con L'albero delle pere di Francesca Archibugi ma riparte subito dopo per lavorare all'estero: è nel francese I figli del secolo (1999) di Diane Kurys, nell'inglese La perdita dell'innocenza (1999) di Mike Figgis e nel tedesco Gloomy Sunday – Ein Lied von Liebe und Tod (1999) di Rolf Schübel.
In una carriera così ricca di sfaccettature e di ruoli diversissimi tra loro, manca solo l'horror ed eccolo qui, arrivare nelle vesti di Dario Argento che chiama Stefano per Nonhosonno (2000), uno dei più sanguinosi film del maestro nostrano della paura.
Da una storia di omicidi in serie a una di uccisioni fatte per la libertà ne Il partigiano Johnny (2000) di Guido Chiesa. Dopo l'ottima interpretazione del protagonista Johnny, l'attore rivolge la sua attenzione alla tanto amata Francia dove entra a far parte del cast di Ginostra (2002) di Manuel Pradal con Harvey Keitel e Andie McDowell. In Italia è in Senza freni con Paola Cortellesi, La porta delle 7 stelle dell'amico Pozzessere e in Ovunque sei di Michele Placido. Torna a frequentare la serialità televisiva nell'ottimo Renzo e Lucia (2004) di Francesca Archibugi e in Virginia. La monaca di Monza con Giovanna Mezzogiorno diretto da Alberto Sironi. Poi si inoltra nelle vie del cinema commerciale: è in Raul – Diritto di uccidere (2005) di Andrea Bolognini e nell'adolescenziale Last Minute Marocco (2006) di Francesco Falaschi. Nel 2007 partecipa al film tv Caccia segreta di Massimo Spano, alla mini-serie Era mio fratello e all'importante fiction che ha ripercorso la vita del mafioso Bernardo Provenzano L'ultimo dei corleonesi. L'anno dopo è sempre protagonista della finzione da piccolo schermo con Tigri di carta dove affianca Rocco Papaleo, Alessandro Haber e Valentina Cervi. Dopo questa lunga frequentazione televisiva torna al cinema e ai film italiani: Family Game: se una vita non basta (2008) di Alfredo Arciero e La fisica dell’acqua di Felice Farina.
Ha appena terminato di girare il serial Il commissario Nardone per Rai1.
Il personaggio che interpreta in The Sunset Limited (l’espresso del tramonto) segna il suo esordio a teatro.
lo spettacolo >>>
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