Via Emilia Ponente, 485
40132 Bologna (IT)
(+39) 051 566 330
urp@teatridivita.it

Cuore di Persia

 

Il pensiero

 

La più antica opera teatrale arrivata fino a noi si intitola I Persiani. Parla del conflitto tra “noi” e “gli altri”. Ricorda lo splendore della Persia e al tempo stesso ne denuncia i mali attuali. Facendo parlare direttamente quegli “altri”, così affascinanti e – visti dalle coste europee – così minacciosi. Oggi la Persia è diventata Iran, un grande paese, carico di una storia millenaria e di un’attualità dalla notevole vivacità culturale, in forte slancio internazionale e al tempo stesso frenato da un sistema pieno di vincoli e di aspetti per noi inaccettabili. Come il re Serse della tragedia di Eschilo, oscillante tra gloria e hybris, l’Iran contemporaneo rivela una complessità dura da districare, dove si alternano fascino e rigetto. E in questo Iran vogliamo guardare, dandogli la parola.

Persia,

una straordinaria culla di civiltà e storia, che attraversa secoli di immaginari, suggestioni, seduzioni, per le quali bastano solo pochi nomi a evocare lontananze ma anche vicinanze con la nostra cultura che di quella si è nutrita: Ciro e Cambise, Persepoli e Susa, Shiraz e Isfahan, Zoroastro e Omar Khayyam, Rumi e i dervisci rotanti… Una ricchezza che arriva a emozionare ancora oggi i viaggiatori, che trovano lì alcune radici della nostra storia, ma che trovano anche la complessità di un Iran moderno calato in forti tensioni internazionali (da poco stemperate con la fine delle sanzioni) e soprattutto agitato da numerose questioni sociali interne, che ne fanno obiettivo di diffuse campagne umanitarie e di pressione sull’attuale regime per le violazioni dei diritti umani. Una condizione quasi paradossale se si pensa che il primo documento di riconoscimento dei diritti umani mai scritto nella storia è proprio un editto del re Ciro di Persia dell’anno 539 a.C.

Iran,

terra di contraddizioni, verrebbe da dire, ma anche terra offuscata dagli stereotipi occidentali, che fin dai tempi di Eschilo hanno caratterizzato il nostro sguardo su quel paese. Due immagini si sono imposte e fuse a livello internazionale. La prima è quella che tutti abbiamo negli occhi: le donne obbligate a portare il velo. La seconda è il “muro della gentilezza” inventato per dare un vestito ai bisognosi nella lontana città di Mashhad al confine con il Turkmenistan, e che in pochissime settimane è diventato esempio per decine di altri “muri” in tutto il mondo.

Così, cercheremo di entrare nel Cuore di Persia come abbiamo sempre fatto nelle edizioni precedenti di questo festival internazionale del contemporaneo. Ascoltando gli artisti e cercando di capire. Senza dimenticare i punti nodali delle sfide attuali della società iraniana, senza pregiudizi di sorta, ma con la consueta curiosità che vogliamo condividere con chi verrà a trovarci, pronti a scoprire un mondo ben più complesso e più vicino di quel che pensiamo.

 

Durante il festival ci ha lasciato Abbas Kiarostami, maestro del cinema iraniano e del cinema mondiale. Con commozione, il festival Cuore di Persia è così dedicato a Kiarostami, regista e poeta dal grande “cuore di Persia”…

 

seguici anche su

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close