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ultimo aggiornamento 6 ottobre 2011
teatro produzioni
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di Antonio Tarantino
una produzione Teatri di Vita
Un monologo graffiante, grottesco, disturbante e tragico: è quello scritto dal pluripremiato drammaturgo italiano Antonio Tarantino attorno alla figura di Medea. Si intitola Cara Medea e arriva per la prima volta in teatro (dopo una lettura scenica di Maria Paiato, un anno e mezzo fa) a Teatri di Vita, dopo la calda accoglienza avuta quest’estate nel festival Cuore di Medea al Parco dei Pini alla presenza dello stesso autore.
Cara Medea è pubblicato da Ubulibri nella raccolta Gramsci a Turi e altri testi, edita nel 2009.
Lo spettacolo si avvale delle traduzioni e voci di Ludmila Ryba,
Jola Kowalska Durazzano, Matko Amulic, Adriana Anajder,
Brunilda Ternova, Valbona Korini, Beatrice Campo, Vasilica Poamaneagra, Elena Souchilina, Anatoli Zaitsev, Elena Moskovkina, Nadia Malverti, Sabine Richter, Project Mondosud, Maurizio Mattarelli e Antonio Dotti.

Leggi il commento scritto da Tarantino su questo spettacolo.

Medea la barbara, la straniera, porta la voce di lingue sconosciute, la ferita della carne degli uccisi, il sacrificio dei figli, fatti a pezzi per Giasone, il moderno, lo scaltro, il pragmatico. Nella versione di Antonio Tarantino dietro i nomi del mito si arrabattano due disgraziati, offesi dalle guerre, rovinati dal vino cattivo, e dalle prestazioni sessuali consumate tra i camion nelle strade di frontiera.
La mia Medea non riesce a farsi capire, il suo linguaggio diventa ridicolo come l'ostinazione a comunicare il suo orgoglio, la vanità di avanzi di seduzione, la rabbia, le sue inutili recriminazioni ad un Giasone altrettanto  impotente, che le spilla due lire tra i campi di confine. Una babele di lingue che segna il cammino di migrante, tra le guerre che hanno dilaniato i confini dell'Europa. Parole sconosciute che si affastellano, si sbriciolano progressivamente fino a diventare sillabazioni inopportune, grottesche. Inadeguate al racconto. La linea cade, la comunicazione si interrompe, e riprende in un flusso caotico, dal quale traspare la storia di due eroi di rango più basso, un storia che non ha asilo nel mondo civile, che non sa difendersi, risibile.
Seguirò il suo cammino tra i confini, sbriciolando il Polacco, il Friulano, il Croato, l'Albanese, il Rumeno, e il Russo e l'Italiano sgraziato e inopportuno di chi adesso qui, racconta le sue improponibili vicende tra una fellatio e l'altra. Un modo questo, di usare la bocca e farsi capire ovunque.
Francesca Ballico
teatri di vita
Cara Medea
diretto e interpretato da Francesca Ballico
cura scenica di Daniela Cotti, Saverio Peschechera
fotografie di Raffaella Cavalieri
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VIA EMILIA PONENTE 485 (BO)
dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 18
11/23 ottobre 2011
da martedì a sabato
20.45 -
mercoledì
19.30
domenica
16 -
lunedì riposo
TEATRO DEI FILODRAMMATICI - MILANO
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