Ho conosciuto Pier Vittorio Tondelli negli anni amari, in quel finire di secolo che ha sterminato le menti che ho
amato di più nella mia prima giovinezza.
Sì, gli anni '80 sono questo per me: anni amari.
L'Aids si è portato via i sogni della gente di quel tempo, e non li ha più restituiti. Anzi... ha regalato in cambio un sonno perenne, definitivo, ad
un'intera generazione.
Gli anni amari di Pier Vittorio Tondelli sono finiti così, nel 1991, vent'anni fa, al debutto di un Natale, in un letto d'ospedale.
Non ha parlato mai della sua malattia pubblicamente. Non ha parlato mai del suo
morire. Almeno in apparenza.
L'ha però trasposta in un racconto carico di umanità legato alla morte altrui, usata come specchio per l'anima.
Ha però parlato di omosessualità, di silenzio, di vita, di misteri delle emozioni, quasi suo malgrado. Ha
percorso il suo tempo spaventato dall'essere considerato troppo giovanilista,
troppo frocio per froci, troppo marchio per esordienti, troppo etichetta,
secondo la moda che gli anni amari hanno trasmesso alla storia. In quegli anni
non l'ho amato.
Oggi è forse uno dei pochi autori di cui credo di aver letto quasi ogni riga. A cui ho
dedicato una delle due sale del teatro che dirigo. Convinto come sono che non
sia, come ingiustamente molti pensano, solo un autore del suo tempo,
miseramente relegato nel turbine di weekend postmoderni.
Per questo provo a restituire Camere separate in brevi biglietti, vent'anni dopo, sentendone proprio ora tutta la
straordinaria potenza e attualità.
luci, scene e costumi di Andrea Cinelli
cura artistica di Saverio Peschechera
fotografia Raffaella Cavalieri
supporto tecnico creativo di Roberto Passuti e Gianluca Tomasella
grazie per l'aiuto, lo scambio e il sostegno a Stefano Casi, Giulio Maria Corbelli, Daniela Cotti, Monica Nicoli, Simona Patti
e a Francesca Ballico
Andrea Adriatico ringrazia i Teatri dell'Imbarco di Firenze
per averlo spinto a considerare questa avventura
all'amore, separato
prima nazionale
con Maurizio Patella in Camera 1, Mariano Arenella in Camera 2
musiche originali di Massimo Zamboni
cantate da Angela Baraldi