Wonder Woman si è trasferita

reon future dimore

regia di Anna Amadori


con Anna Amadori e Maurizio Cardillo
sguardo esterno di Carolina Talon Sampieri, oggetti di scena Piero Serra

grazie a Teatri di Vita, Giuseppe Lo Bue/Progetto Caffeina, Barbara Diamantini


Prodotto all’interno di Si*metrica di Fiorenza Menni /Teatrino Clandestino e Elena Di Gioia-Residenza Artistica presso Sì - Bologna

Wonder Woman si è trasferita ma ha scordato gli occhiali. A che le servono fra le stelle del firmamento? A tu per tu con Dio, guarderà chi ha lasciato appoggiato alla ringhiera del terrazzo con un sorriso idiota, il clown domestico, l’acrobata della paura. WonderWoman si è trasferita indaga la comicità della solitudine, la tenerezza dell’inermità, l’umorismo dell’essere indifesi. L’azione si svolge in tre tempi – il risveglio, il lavoro, la sera a casa- : una giornata e anche l’arco emblematico della vita di Irene Fisher. WW.. è la prima tappa di un lavoro sulla solitudine della maturità, che ha trovato le sue parole nella scrittura di Herta Müller. In particolare si è attinto dalla raccolta di racconti BASSURE, opera prima della scrittrice rumeno-tedesca, riedita in Italia nel 2010 dopo la prima pubblicazione del 1987. Irene Fisher si alza all’alba, fa un lavoro dal ritmo forsennato e clownesco, ormai inutile (compilazione e controllo delle lettere di tabelloni informativi); licenziata, torna a casa e dalla sua poltrona ascolta, mangiando banane, la città che intorno a lei continua a vivere e rumoreggiare, finchè, una sera qualsiasi, le affiora alle labbra una descrizione del suo presente, scabra e senza aggettivi, come un proclama,  per sé stessa e per chi  rimane fuori a osservarla incredulo. Irene Fisher esisteva prima delle parole di Herta Müller, in esse ha trovato la lingua per diventare azione concreta, il gioco di scena, sgraziato e inerme, dove si fa corpo la percezione interiore e l’immagine che stavo inseguendo e elaborando da tempo: una donna comicamente sola, irriducibile nella sua voglia di vivere, senza resa nella sua intelligenza. In tutto questo poi è arrivata, ad aggiungere materia di ispirazione, Nina Hagen con la sua caldissima, generosa e tutta femminile follia ed è alla sua voce che Irene affida la buonanotte al mondo.