Un giorno felice

Il titolo richiama i “giorni felici” di Beckett, e in effetti in scena troviamo un uomo e una donna: una coppia stanca e inappagata, che cerca di fuggire dalla routine e si trova perennemente bloccata in uno stato di inazione… Un nuovo, intenso e folgorante spettacolo della coppia punta di diamante della danza contemporanea italiana, pluripremiata ed elaboratrice di un linguaggio personale e suggestivo.
“Ognuno uccide ciò che ama” (O. Wilde)
Ecco, un altro giorno.
Le pulizie, i pasti.
Le piccoli morti quotidiane,
le rinascite necessarie.
In due perché la miseria cerca compagnia,
aspettando nel futuro
quanto manca loro del vivere.
Fatti di cartone, come da cartone animati.
Cesellati nel corpo, schizzati nel viso,
mascheramento necessario
per poter agire una realtà e consistenza
altrimenti impossibili nella volubile naturalità personale.
Bestie da soma
tirano il carro della quotidianità.
Quella feroce.
Come Cerbero,
custodi di un giardino senza fiori.
“..Aspettando godrò,
nell’attesa non ho niente da dirti,
senonché questo niente è a te che lo do…”
Michele Abbondanza

21, dom 