Operette Morali

15-16 maggio 2012 21

Fondazione del Teatro Stabile di Torino

adattamento e regia Mario Martone
di Giacomo Leopardi

con (in ordine alfabetico): Renato Carpentieri, Marco Cavicchioli, Roberto De Francesco, Paolo Graziosi, Giovanni Ludeno, Paolo Musio, Totò Onnis, Franca Penone, Barbara Valmorin

dramaturg Ippolita di Majo; scene Mimmo Paladino; costumi Ursula Patzak; luci Pasquale Mari; suoni Hubert Westkemper; la musica per il 'Coro di morti nello studio di Federico Ruysch' è di Giorgio Battistelli (Casa Ricordi - Milano), eseguita dal Coro del Teatro di San Carlo, diretto da Salvatore Caputo; aiuto regia Paola Rota; scenografo collaboratore Nicolas Bovey; foto di scena Siomona Cagnasso

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PREMIO UBU 2011 PER LA REGIA

 

Un grande evento: la lettura fatta da Mario Martone e dallo Stabile di Torino di uno dei capisaldi della letteratura italiana, le Operette morali di Leopardi. Un testo non teatrale che, alla prova del palcoscenico e della recitazione di uno straordinario gruppo di attori di primo piano del panorama nazionale, dimostra tutta la sua teatralità più intrinseca. Ne viene fuori uno spettacolo di grande profondità, ma anche di incredibile leggerezza (e comicità).

Le Operette morali sono una raccolta di 24 componimenti in prosa, dialoghi e novelle, che Giacomo Leopardi scrive tra il 1824 ed il 1832. In essi troviamo l’anima più profonda dell’autore: il rapporto dell’uomo con la storia, con i suoi simili e in particolare con la Natura; il raffronto tra i valori del passato e la situazione statica e decaduta del presente; la potenza delle illusioni e della gloria. I temi affrontati sono fondamentali, primari: la ricerca della felicità e il peso dell’infelicità, la natura matrigna, la vita che è dolore, noia. In questo panorama di atmosfere astratte e glaciali la ragione si distingue come unico strumento per sfuggire alla disperazione. Le Operette rappresentano una perfetta orchestrazione di toni sulla vita e sulla morte: nella visione leopardiana, l’uomo si muove all’interno di una natura cieca, dalla quale non può ottenere nulla. Sprezzante verso l’idea di progresso, scientifico e spirituale, il poeta irride le conquiste dell’umanità come pure finzioni, chimere di un progresso senza costrutto. Cosa rimane dunque all’uomo?
Martone riprende il filo del suo spettacolo del 2004, l’Opera segreta, il trittico la cui ultima parte era dedicata al lungo soggiorno napoletano di Giacomo Leopardi, e torna al poeta recanatese, mettendo in scena le Operette morali: «un testo che – spiega il regista – la drammaturgia contemporanea ci mostra oggi in tutte le sue potenzialità teatrali».

Parte prima:
1. STORIA DEL GENERE UMANO
2. DIALOGO D’ERCOLE E DI ATLANTE
3. DIALOGO DELLA TERRA E DELLA LUNA
4. DIALOGO DI UN FOLLETTO E DI UNO GNOMO
5. DIALOGO DI MALAMBRUNO E DI FARFARELLO
6. ELOGIO DEGLI UCCELLI
7. DIALOGO DELLA NATURA E DI UN’ANIMA
8. DIALOGO DI TORQUATO TASSO E DEL SUO GENIO FAMILIARE
9. DIALOGO DI TIMANDRO E DI ELEANDRO
10. DIALOGO DELLA NATURA E DI UN ISLANDESE
11. DIALOGO DI FEDERICO RUYSCH E DELLE SUE MUMMIE

Parte seconda:
1. LA SCOMMESSA DI PROMETEO
2. DIALOGO DELLA MODA E DELLA MORTE
3. CANTICO DEL GALLO SILVESTRE
4. DIALOGO DI UN VENDITORE D’ALMANACCHI E DI UN PASSEGGERE
5. DIALOGO DI PLOTINO E DI PORFIRIO
6. DIALOGO DI TRISTANO E DI UN AMICO
7. DIALOGO DI CRISTOFORO COLOMBO E DI PIETRO GUTIERREZ

 



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