Aeneis + Exilium

Nuova tappa del progetto dei Lenz dedicato ai testi letterari classici.
Dopo Ovidio, a cui i Lenz si sono ispirati per Dido (in programma a Teatri di Vita il 10 febbraio), ecco Aeneis #6. Carni arrostite. Lo spettacolo prende le mosse dal sesto canto dell’Eneide di Virgilio, in cui Enea è guidato nell’Averno dalla Sibilla, e lì vede il suo passato e il futuro di Roma.
Carni arrostite rappresenta il passaggio definitivo del Pater nell’Ade, ghost senza vendette da reclamare in sogno, capace di profetizzare e tracciare linee future, oracolo ambasciatore del divino.
Gli dèi si infuriano con altri dèi e dettano le mappe. Gli speakers trasduttori dell’insensato conducono i mortali a procurare morte ad altri mortali, con pietà e devozione. Infine con riconosciuta e misconosciuta gloria. In sogno. Profezie, linee future tracciate dagli oracoli ambasciatori del divino, gli dèi si infuriano con altri dèi e dettano le mappe.
Come per la Sibilla il futuro è adesso, ancora donna straniera ancora nozze straniere, l’origine è sempre la stessa. Da patria a patria, già tutto partito già tutto è nel cuore,ogni male è provato. La patria che brucia alle spalle, davanti la nuova terra, in mezzo il mare che, come le foglie al vento della maga, fa scivolare a suo piacere profezie e rivelazioni, sogni e destini. Pur vivendo sulla terra gli uomini sono barche. Il peggio è stato previsto.
In un altro spazio del teatro è presente, anche in questa occasione, l’installazione Exilium: progetto di visual art ispirato alle opere ovidiane dell’esilio (Tristia e Epistulae ex Ponto), composto da oggetti e immagini balcaniche.

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